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REGGIO. Gramsci ed il riscatto di Ustica nel docufilm di Barbucci

REGGIO. Gramsci ed il riscatto di Ustica nel docufilm di Barbucci

Peppino Mazzotta in Gramsci 44di AURELIA ARITO -

Quella di Antonio Gramsci è una figura titanica, in bilico nel tempo tra mitizzazione, oblio e tentativi di riscoperta. Tra i più grandi pensatori del '900, antifascista, fondatore del Pci e fine intellettuale, Gramsci è stato un uomo a cui il regime ha cercato di impedirne il funzionamento del cervello per vent'anni. Queste le motivazioni del pubblico ministero Michele Isgrò durante il primo grande processo politico della storia italiana in cui Gramsci venne accusato di sovversione verso i poteri dello Stato e di cospirazione.

Prima della carcerazione a San Vittore, inizio della condizione di detenuto che lo accompagnerà sino alla fine dei suoi giorni, Antonio Gramsci trascorse come confinato politico 44 giorni ad Ustica - dove avrebbe dovuto scontare 5 anni -, dal 7 dicembre 1926 al 20 gennaio del 1927. Una microcosmo all'interno della storia personale di Gramsci e della grande storia italiana che ha suscitato l'interesse del regista reggino Emiliano Barbucci che con il docufilm “Gramsci 44” ha firmato la sua opera prima. La sala del “Multisala Lumiére” è gremita per la prima al cinema – dopo l'anteprima di Palermo di fine gennaio - del docufilm scritto da Emanuele Milasi, prodotto dalla Ram Film e cofinanziato dalla Sicilia Film Commission.

L'immagine di Ustica è protagonista dei primi fotogrammi (straordinaria la fotografia del film diretta dal maestro Daniele Ciprì), la telecamera si muove – e noi idealmente con essa – dal mare verso la terra ferma, proiettandoci immediatamente nel viaggio che Antonio Gramsci ha compiuto su un vaporetto per raggiungere l'isola. Traversata tentata per ben tre volte, in 4 giorni, a causa di avverse condizioni. Sullo sfondo le parole di Gramsci – egregiamente interpretato da Peppino Mazzotta che ne restituisce l'umanità schiva e profonda – tratte da una delle tante lettera indirizzate alla cognata Tatiana, figura significativa nella vita dell'intellettuale.

Comincia così il racconto, circoscritto al periodo di confino sull'isola a nord di Palermo, che combinando elementi di fiction ad interviste, fotografa il ruolo del Gramsci educatore, mettendo in luce quella relazione tra cultura, politica ed educazione, centrale nella sua vita, che passa attraverso la scuola. Una scuola unitaria, che permetta di liberare le masse ed a tutti di sviluppare la propria formazione, lontana dal modello gentiliano. Ed è proprio nei 44 giorni ad Ustica che Gramsci, insieme ad Amedeo Bordiga (interpretato nel docufilm da Americo Melchionda), fonda una scuola clandestina aperta ai confinati politici, e a tutti gli usticesi, per combattere l'abbrutimento culturale, arginare l'analfabetismo e per un riscatto sociale collettivo. Bordiga dirige la sezione scientifica, Gramsci quella storico-letteraria, in una continua sovrapposizione dell'essere, al contempo, maestri e allievi. Esperienza questa ancora viva nella memoria degli ustichesi e testimoniata dai racconti dei protagonisti delle interviste all'interno del docufilm, talvolta memoria vivente (toccante il racconto di un anziano, ai tempi del confino di Gramsci solo un bambino, con il ricordo del loro incontro quando ad Ustica “arrestarono un maiale”), altre tramandata, di generazione in generazione, ormai memoria condivisa della comunità usticese.

Ed è proprio a partire dall'esperienza della scuola dei confinati che, in un luogo di emarginazione sociale – tra coatti comuni ed isolani -, ha avviato forme di riscatto per una rivoluzione culturale, “Gramsci 44” rappresenta un documento, frutto del lavoro di professionisti del territorio reggino, per riflettere su forme di resistenza verso chi, ieri come oggi, vuole imprigionare il pensiero e la sua libera espressione.

Il docufilm sarà proiettato ancora a Reggio il 3 marzo presso il “Multisala Lumiére” dove, a partire dal 22 febbraio, si avvieranno delle matinée per le scuole. Inoltre, “Gramsci 44” è stato già selezionato da “Il cinema italiano visto da Milano (12 marzo), dal “Lucca Film Festival” (9 aprile), sino ad arrivare in America, alla “Brown University” di Provicence (21 aprile). Non mancheranno poi le proiezioni in Calabria, il 16 e 17 marzo al “Cinema Atomic Cafè” di Castrovillari ed il 27 aprile, in occasione dell'anniversario della morte di Antonio Gramsci, al “Cinema Gentile” di Cittanova.