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Cd’A. INCONTRANDO IL POETA FRANCO ARANITI

Cd’A. INCONTRANDO IL POETA FRANCO ARANITI
araniti
Alcune cose che può fare un poeta (a parte, naturalmente scrivere poesie): inventare parole, resuscitare una lingua morta, unire cultura e agricoltura.

Fa tutto questo Franco Araniti e molto altro, e lo ha raccontato per rassegna di Calabria d’Autore in Una Stanza per il Poeta con Carlo Menga e Daniela Scuncia. Con le sue dodici (circa) pubblicazioni al suo attivo tra prosa e poesia, Franco Araniti ha parlato di sé e del suo percorso poetico iniziato con l’incontro sulla strada –e non è  tanto per dire-  con un libro di Lorenzo Calogero, trovato a undici anni, vicino a un cassonetto dei rifiuti. Poesie difficili, quelle di Calogero, che profumano di terra e di fatiche antiche ma che intrigano quel ragazzino, che mai avrebbe immaginato di incontrarle ancora da grande, quando collaboratore di un giornale, si trova a scrivere sui lavori di un convegno proprio su quel Lorenzo Calogero. E dopo queste digressioni, sono le poesie di Franco Araniti a invadere il campo con i loro versi meticci, innestati con termini dialettali che con eleganza e semplicità rendono unici lo stile e la poesia di questo autore.

E ancora racconta Araniti del suo percorso di vita lontano dalla Calabria e da Reggio, sua città natale; del suo amore per la natura e per la lentezza; della sua poesia sociale e politica usata come espressione della difficoltà del vivere in una terra come la Calabria; delle sue poesie erotiche così amate dalle donne; e delle sue ricerche linguistiche che si concretizzano in due opere importanti.

La prima, scritta nel linguaggio usato in Calabria tra il cinque e seicento, dove un fraticello ricorda e celebra la morte di Tommaso Campanella. La seconda opera è un libro di poesie scritto interamente in ammâšcante, la lingua dei calderai di Dipignano; una lingua ormai scomparsa, ricostruita grazie al vocabolario realizzato dal glottologo Prof. Trumper, concretizzando così un’opera notevole per contenuto e importanza linguistica.

E tra le cose dette, le tante e diverse poesie lette, e le molte cose da dire ancora si conclude questa serata che lascia a  tutti i presenti la consapevolezza di aver condiviso un momento prezioso con un poeta complesso e un uomo dal sorriso semplice.