Direttore: Aldo Varano    

E REGGIO RITROVA IL SUO MUSEO

E REGGIO RITROVA IL SUO MUSEO
MArRC Ci sono voluti dieci lunghi anni, ma finalmente il rinnovato Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, uno dei più prestigiosi d'Italia, è stato restituito alla città ed a tutto il Paese. Inaugurazione in pompa magna in mattinata, che ha visto la partecipazione, oltre che delle massime autorità cittadine e calabresi, del premier Matteo Renzi e del ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini. Per l'apertura al pubblico si sono dovute attendere le 15:00, ma già da molto prima in tanti si sono messi in fila, sfidando il sole di una calda giornata di fine aprile, per accedere alla struttura. Il Museo di Reggio – MArRC, utilizzando l'acronimo che costituisce il nuovo logo che dà avvio alla campagna di comunicazione per il rilancio della struttura – riapre le porte per valorizzare un patrimonio storico artistico di inestimabile pregio ed accompagnare il visitatore in un viaggio nella storia della Magna Grecia. «Adesso bisogna correre – tuona Renzi rivolgendosi al direttore del Museo Carmelo Malacrino -. Di fronte a tanta bellezza, è impensabile che i visitatori del museo siano sotto i 200 mila l'anno».

Una giornata di festa per tanti, di contestazione per altri, come i lavoratori e manifestanti della Cgil e dell'Usb, e non solo, che riuniti in piazza De Nava per protestare contro il premier. Ma dalla sala Paolo Orsi, nella “piazza” di Pirri, al piano terra del Museo, Renzi parla di un «paradosso italiano», di una sorta di sospensione tra la constatazione di ciò che si può ancora fare e le lamentele di chi sostiene che ci sia ancora troppo da fare. Un'Italia dei sì contro un'Italia dei no. «Se vogliamo che la Calabria torni in serie A – dichiara Renzi -, e non solo il Crotone, c'è bisogno dell'impegno di tutti, le polemiche lasciamole ai professionisti della polemica. Da Reggio Calabria e dal Museo – conclude – dobbiamo dare spazio all'Italia che dice sì al futuro».
Di «orgoglio nazionale» parla anche Dario Franceschini che, nel constatare la forte carica simbolica del Museo di Reggio, ripercorre l'iter della ristrutturazione, ricordandone i protagonisti, e riconosce al direttore Malacrino – in carica da circa sei mesi – la forte energia ed entusiasmo che ha impresso per l'ultimazione del lavori. «La rinascita del museo – afferma -, l'investimento in cultura, significa rilanciare non solo il Mezzogiorno, ma tutto il Paese. Domani – annuncia il ministro - il Cipe approverà risorse mai viste per il patrimonio culturale italiano per completare tutti i grandi progetti».

Ingenti risorse, come quelle stanziate con i il patto per la Calabria ed il patto per la città metropolitana di Reggio Calabria, firmati questa mattina nella sala dei Bronzi. «Un sigillo importante per il rilancio di questa terra che porterà la Calabria fuori dalle secche per diventare una risorsa per il Paese e per l'Europa», commenta il presidente della regione Calabria, Mario Oliverio. Una regione ricca di testimonianze preziose per il Mediterraneo «che da qui ha irradiato bellezza e civiltà». 
Parla dei «tesori sui quali i reggini siedono il sindaco» di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. Ringrazia Matteo Renzi - Reggio è la prima città a firmare il patto per il Sud - per l'attenzione nei confronti di una città che custodisce un ricco patrimonio di bellezze. Racconta degli scavi che stanno interessando in questi giorni piazza Garibaldi e del rinvenimento di reperti oggetto di valutazione tecnica. «Dobbiamo lottare – rilancia il primo cittadino – per custodire questa bellezza, e lo sapremo fare perché siamo dei guerrieri come i Bronzi».

E così l'inaugurazione del Museo riavvicina la città alla sua storia, alla sua bellezza ed al suo patrimonio. Circa 200 vetrine, nella quali è esposta una selezione dei più importanti reperti archeologici calabresi. «Non solo Bronzi di Riace – dice il direttore Malacrino -, quello che consegnamo oggi è un museo accogliente, efficiente e sicuro. Quella inaugurata oggi è una sfida di una Calabria positiva e che non vuole più aspettare». Una nuova avventura in un luogo simbolo che guarda allo Stretto e al Mediterraneo per narrare una storia dell'antichità calabrese, sviluppata dal Paleolitico alla tarda età romana, su quattro livelli di esposizione permanente. Una struttura rinnovata «che fonde insieme l'archeologia, il paesaggio e la tecnologia più avanzata», dichiara Paolo Desideri, uno dei progettisti del Museo di Reggio, architetto e fondatore dello studio ABDR (Arlotti, Beccu, Desideri, Raimondo).

Dopo anni di lavori a singhiozzo, stop, proclami ed aperture parziali – nonché un'inchiesta della Dda sulla richiesta tangenti sui lavori di ristrutturazione della struttura – quello che viene riconsegnato alla città è un museo pronto ad accogliere – si spera – migliaia di visitatori. Una struttura dal sapore contemporaneo che dialoga con l'antichità e che strappa alla polvere dei depositi centinaia di reperti di straordinario valore, assoluto e relativo, frammenti di una storia – o di storie plurali – da raccontare e svelare ancora.