L’INTERVENTO. I leoni del XXI secolo

L’INTERVENTO. I leoni del XXI secolo
tastiera Vi è in questa epoca caotica una necessità di stabilità, una voglia, atavica ed impellente di un ritorno alla serenità, è come un bisogno concreto, una necessità improcrastinabile paragonabile all'acqua per quell'assetato che, perso tra i deserti della vita, non riesce a trovare una via d'uscita.

Se da una lato peró tale voglia di stabilità viene preservata, curata e nutrita da un folto gruppo di persone, dall'altro lato vi è invece chi la rifiuta, chi la ricopre di insulti e menzogne.

Nel XXI secolo, l'età che mi piace definire della poca ragione, la seconda fazione trova libero sfogo dietro lo schermo di un computer, li vedi affannarsi a generare verità, dogmi di odio figli di una finta misericordia, li vedi applicarsi a produrre notizie, sono sul campo di battaglia o sul luogo dell'ultima tragedia anche se magari la sera prima li potevi vedere ebbri di birra a ballare l'ultimo successo dell'Estate.

I leoni da tastiera, così mi piace chiamarli ma del re della foresta hanno ben poco se non la superbia e la saccenza figlia di una radicale ignoranza.

Le ultime immani tragedie sono state occasioni troppo ghiotte, piccole antilopi dimenticate dal branco e facile boccone per le loro fauci affamate.

I maestri della tolleranza sono diventati cittadini di ogni luogo: Parigi, Nizza, Bruxelles ma mai la Palestina o la Somalia per esempio, troppo lontane per la carta millemiglia regalata gentilmente da papà.

Sono diventati ebrei, francesi, spagnoli ma mai gay o transessuali; si può chiedere tutto ma il re della foresta è poco avvezzo a barattare la propria mascolinità.

I mussulmani sono il bersaglio preferito, perché i nostri leoni conoscitori eccellenti del Corano ne hanno letto fino all'ultima pagina ed hanno una conoscenza delle “sure” maggiore rispetto all'Imam più preparato.

Bellissima ed emozionante è la giustificazione a tale assillante fissazione: “è vero non tutti i mussulmani sono terroristi ma è anche vero che tutti i terroristi sono mussulmani”; poveri loro se scoprissero che se davvero tale affermazione fosse il dogma che credono indiscutibile, dovrebbe il mondo perire visto che i mussulmani sono più di un miliardo.

Poveri loro se scoprissero che la maggior parte degli attentati, figli di questa epoca incomprensibile, in realtà non hanno mano mussulmana ma sono il prodotto di scellerati che con la religione non hanno niente a che fare.

I nostri leoni sanno poi pregare meglio delle perpetue ma dietro l'hastag geniale e strappa lacrime sono capaci delle peggiori nefandezze.

Hanno pregato per Parigi, New York, Bruxelles e Nizza ma pochi per Orlando: “dai ammettiamolo si sa, inutile pregare per i froci e i pervertiti sono condannati all’inferno” , in pochi hanno pregato per la Siria o per le tragedie del Mediterraneo dai in fondo è normale: “non si può pregare per chi ci vuole invadere e rubare il pane”.

Non provare poi  davanti ai leoni a far valere le tue ragioni, sono abili a sciorinare luoghi comuni e sanno citare, grazie al “magister google”, le tesi di ebraismo e post-modernità meglio di Hanna Arendt in persona; ti inviteranno a leggere meglio, ad informarti, prendendo tempo linkeranno fieri le intelligenti teorie dello xenofobo di turno, in branco poi ti attaccheranno dicendoti che magari “hai perso tempo” e che la tua laurea in scienze politiche “poco è servita davanti alle loro ragioni”, perche loro sono i sapienti, la nuova generazione di intellettuali, piccoli agnelli vestiti da leoni che hanno paura del contraddittorio più che della peste millenaria.

Internet per colpa loro si è dimostrato il posto preferito delle verità distorte, da luogo di una possibile condivisione di sapere a luogo appestato di parole tossiche e false.

Hanno millantato, offeso senza una ragione, hanno finanche chiamato terroni le povere vittime dell’incidente ferroviario in Puglia, vedono complotti in ogni dove: “la strage dell’11 Settembre non è mai avvenuta”  e perdono inconsapevolmente la propria umanità ad ogni ticchettio di tastiera.