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“Focus” in Consiglio regionale per potenziare efficienza ed efficacia della pubblica amministrazione

“Focus” in Consiglio regionale per potenziare efficienza ed efficacia della pubblica amministrazione
“La centralità del principio della performance quale risultato, misurabile e tangibile per un’Amministrazione regionale efficace ed efficiente, in grado di dare risposte tempestive e puntuali al cittadino-utente, terminale di un processo di gradimento circa la qualità e la bontà dei servizi garantiti”.

Con queste parole il segretario generale del Consiglio regionale Maurizio Priolo ha aperto il “focus” (dopo l’introduzione del professor Domenico Marino, presidente dell’Organismo indipendente di valutazione - Oiv dell’Assemblea legislativa), organizzato a Palazzo Campanella nell’aula Calipari sull’aggiornamento dei sistemi di misurazione e valutazione della performance: novità e orientamenti applicativi in materia.

“Una iniziativa pregevole promossa dagli Oiv di Giunta e Consiglio regionali che conferma la volontà - ha commentato Priolo - di costruire anche su questi temi nuove sinergie tra Esecutivo e Legislativo”.

Nel corso della corposa relazione sul tema “Il ruolo  dell’organo politico di vertice nel ciclo della performance, nella prevenzione della corruzione e nella trasparenza”, Priolo ha svolto, tra l’altro, una disamina di diversi piani delle performance delle Regioni italiane (segnatamente, sono stati presi in considerazione quelli di Lombardia, Campania, Abruzzo e Puglia), traendo la seguente conclusione: “le differenze strutturali, economiche e sociali dei sistemi regionali analizzati, si riflettono sull’elaborazione dei piani delle performance sia per quanto riguarda i punti di forza che le fragilità”. Ad avviso di Priolo “occorre affinare la capacità di ragionare, programmare e porsi degli obiettivi pensando al futuro, senza autoreferenzialità ma mediante la trasposizione nel sistema pubblico di modelli tipicamente gestionali e manageriali del settore privato (customer satisfaction) che assicurino un riscontro da parte dei cittadini e che individuino nuove responsabilità rispetto alla performance individuale, nonché relativamente a quella complessiva della struttura organizzativa di riferimento. Fondamentale in tal senso sarà distinguere obiettivi ordinari che rispondono ad obblighi di legge, dagli obiettivi strategici straordinari”.

Il presidente dell’Oiv dell’Assemblea legislativa calabrese, Domenico Marino nel corso della sua relazione dal titolo “Sistemi di misurazione e valutazione: cascading degli obiettivi, requisiti minimali degli obiettivi di performance, l’integrazione con la programmazione finanziaria e di bilancio”, ha affermato che “Il Consiglio regionale presenta il maggior grado di trasparenza in Italia grazie al sito web e alle procedure messe in campo che pongono l’Assemblea di Palazzo Campanella all’avanguardia sul piano della trasparenza, nell’ottica di realizzare sempre di più una ‘casa di vetro’ accessibile ai cittadini”.  Ancora, Marino: “E’ diffusa l’idea che la pubblica amministrazione spenda troppo. Abbiamo demonizzato la spesa pubblica. Quando se ne parla, si pensa agli sprechi e alle cose che non vanno. Serve puntare l’attenzione sulla cultura del merito e della valutazione, riportando la spesa pubblica al suo ruolo iniziale che è quello di ottimizzare i servizi per i cittadini. Questo significa valutare attentamente, pesare, monitorare tutti i processi per evitare gli sprechi. Dunque, più spesa pubblica vera, più spesa pubblica monitorata, più spesa pubblica valutata significa migliori servizi per i cittadini”.

“Di iniziativa nata dalla collaborazione tra gli OIV di Giunta e Consiglio regionali”, ha parlato nel suo intervento dedicato al tema ‘La relazione sulla performance: processo di redazione e di validazione, contenuti, perimetro di operatività, effetti’, Domenico Gaglioti, componente interno Oiv della Giunta. Una collaborazione - ha sottolineato - che “nasce dall’esigenza di portare all’attenzione di tutti gli operatori delle pubbliche amministrazioni del territorio, la necessità di adeguare i sistemi di misurazione della performance, quindi la valutazione individuale del personale delle pubbliche amministrazioni alla luce delle modifiche che sono state apportate dalla riforma Madia. Riforma che, in particolare, ha amplificato sia il ruolo dei organismi indipendenti di valutazione che l’esigenza che la performance delle Amministrazioni Pubbliche e delle strutture abbia una correlazione con i risultati che le stesse sono in grado di portare all’attenzione dei cittadini e dei destinatari dei servizi”.

Secondo Concettina Siciliano (componente Oiv del Consiglio regionale), che si è soffermata sul tema ‘Il ruolo degli Oiv nella prevenzione della corruzione, nella trasparenza e nella definizione di una metodologia di risk assessment’: “La pubblica amministrazione, in questo momento sta cercando di capire come applicare gli strumenti dei quali si è già ampiamente dotata da diversi anni. E’ vero che il panorama normativo ha modificato gli strumenti in atto per renderli più agevoli, più fruibili. Quello che si chiede, però, è un ‘cambio di passo’, che sia funzionale ad acquisire una nuova mentalità nella gestione. Una mentalità che guardi ai processi attraverso i quali la pubblica amministrazione prende in carico l’interesse della comunità, produce servizi o eroga servizi, affinché questi processi, questi procedimenti siano il più possibile efficienti. Una punta di attenzione notevole è riservata a tutte quelle aree ‘buie’ della PA che possono creare errori amministrativi, mala administration e addirittura configurare ipotesi di reato. E allora, nella gestione possono anticiparsi misure di prevenzione della corruzione, avendo a mente che la repressione della corruzione compete agli organi giudiziari all’uopo deputati. Il pubblico cittadino, i funzionari della Pubblica Amministrazione possono ricorrere a strumenti di prevenzione della corruzione. Questi strumenti di prevenzione sono un patto di gestione, descrivono attività nell’ambito dei processi e fanno parte dell’attività della pubblica amministrazione nel suo complesso. Questo è il cambio culturale che si chiede accanto ad un’attenzione a quelli che sono gli strumenti di risk-management o di gestione del rischio, o risk assessment, cioè di valutazione del rischio. Cosa l’imprevedibilità o la mancata conoscenza di determinati fenomeni può produrre in processi che, invece, adeguatamente razionalizzati, eviterebbe il pericolo di un fatto negativo come un fatto corruttivo e concorrerebbe alla cosiddetta curva di benessere della comunità”.

Rivolgendo un indirizzo di saluto a nome del presidente del Consiglio regionale della Calabria Nicola Irto - trattenuto da impegni istituzionali a Locri - il capo di gabinetto del Presidente, Ugo Massimilla, ha dichiarato: “E’ necessario accrescere sempre più il valore dell’interesse pubblico che deve essere posto al centro di un progetto comune e condiviso in cui prevalga la coscienza del ruolo e del servizio che si deve rendere al cittadino. Siamo convinti infatti che un’amministrazione attiva ed efficiente, in grado di dare risposte efficaci e tempestive - ha concluso Massimilla - sia essenziale ai fini del progresso della comunità e della coesione sociale”.

 “L’adeguamento dei sistemi di misurazione e valutazione dopo il d.lgs. 74/2017” è stato al centro dell’intervento del presidente dell’Oiv della Giunta regionale Angelo Maria Savazzi, il quale si è soffermato dettagliatamente sugli interventi di modifica del sistema di misurazione e valutazione, esponendo le possibili soluzioni applicative che le amministrazioni possono adottare.

Savazzi ha richiamato i contenuti e i passaggi salienti della Riforma, analizzando le norme e la loro possibile declinazione. In particolare, egli ha evidenziato come “il ciclo di gestione della performance, la trasparenza e la prevenzione della corruzione servono se sono in grado di promuovere conoscenze e comportamenti professionali, organizzativi e individuali, consapevoli e responsabili”.

Infine, il presidente dell’Oiv della Giunta regionale ha voluto sottolineare la “valenza significativa dell’incontro di studio. Operiamo - ha detto - all’interno della stessa amministrazione in contesti pur autonomi. Una occasione, dunque, che consentirà di mettere a fattore comune esperienze e competenze, realizzando - ha concluso - l’omogeneizzazione e la standardizzazione dei sistemi”.