Direttore: Aldo Varano    

CATANZARO. Consultorio, intervengono i consiglieri regionali Orsomarso, Tallini e Ferro

CATANZARO. Consultorio, intervengono i consiglieri regionali Orsomarso, Tallini e Ferro
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“Chiediamo al dg dell’Asp di Catanzaro di rivalutare la decisione di variare l’utilizzo dei locali di via Fontana Vecchia per ospitare l’attività del servizio di Prevenzione, che ha avuto l’effetto di mettere in gravi difficoltà all’attività del Consultorio, con il rischio di causare forti disagi ad un’utenza numerosa e bisognosa di particolare attenzione”. E’ quanto affermano i consiglieri regionali del gruppo misto Fausto Orsomarso, Mimmo Tallini e Wanda Ferro, ricordando come il Consultorio di Catanzaro occupa lo stabile di Via Fontana Vecchia fin dai tempi della legge di istituzione dei Consultori (405/75), grazie anche alla lotta delle donne dell’epoca che riuscirono ad ottenere la struttura dopo sit-in e manifestazioni.  “Il Consultorio - ricordano i consiglieri regionali - occupa la maggior parte di un intero fabbricato sottoposto a ristrutturazione alcuni anni fa, di proprietà del Comune e concesso in comodato d’uso. Al suo interno sono ubicati, tra l’altro, gli ambulatori medici (ginecologo e pediatra), la stanza della psicologo e quella dell’assistente sociale, mentre altre stanze sono utilizzate per la cardiotocografia e i servizi, mentre un locale palestra è destinato ai corsi di preparazione al parto. Tutti i locali sono occupati da attività e non esistono stanze vuote, soltanto momentaneamente non sono utilizzate quelle dalla psicologa e dell’assistente sociale perché sono andate in pensione pochi giorni fa, ma dovranno essere sostituite. Insomma il Consultorio di via Fontana Vecchia lavora a pieno regime su tutte le attività previste per legge e anche oltre. Dal punto di vista ginecologico, vengono assicurate le prestazioni connesse alla prevenzione e le attività di diagnostica e cura (non previste dai Consultori di per sé ) in continuità assistenziale; vengono prese in carico e seguite le gravidanze fisiologiche e le gravidanze a rischio (occorre ricordare che in città non esiste nessuna altra struttura, oltre all’ospedale Pugliese–Ciaccio, abilitata ad occuparsi delle donne in gravidanza dal punto di vista medico), vengono effettuati follow-up oncologici, oltre ovviamente all’applicazione della legge 194 e ai successivi controlli. Circa 200 donne vengono seguite in gravidanza ogni anno;  di queste oltre la metà sono extracomunitarie, e molte irregolari che possono rivolgersi soltanto al Consultorio con l’accesso diretto come struttura pubblica. L’ambulatorio medico lavora giornalmente, e le ostetriche, oltre alla rilevante funzione del controllo delle donne in gravidanza, effettuano corsi di preparazione al parto con gruppi di 15 donne alla volta per tre volte alla settimana,  pap-test in screening e non, riabilitazione del pavimento pelvico post partum e non, accoglienza, ascolto e assistenza agli ambulatori medici. Il pediatra è presente due volte alla settimana, mentre durante gli altri giorni lavora l’infermiera pediatrica con i bilanci di salute e i controlli sui bambini. Anche qui il lavoro svolto con gli extracomunitari è di grande rilievo soprattutto se si considera anche il disagio “organizzativo” che subiscono  persone di altre culture, ad esempio per la scelta del pediatra di base, per l’indirizzo verso le vaccinazioni, per le informazioni sull’allattamento e l’alimentazione neonatale. Psicologo e assistente sociale svolgono un grande lavoro di accoglienza, ascolto, relazioni per il Tribunale su affidi, adozioni, violenze, consulenze per altre strutture. Ogni anno si registrano circa 100 nuovi accessi  in Consultorio e le relazioni con gli utenti  di solito rimangono vive e contraddistinte da un forte rapporto di fiducia.  Secondo il piano stabilito dal direttore generale - nato dall'esigenza legittima di dismettere i locali in affitto che attualmente alloggiano l'importante servizio di Prevenzione - andrebbero a questa struttura la stanza dell'ambulatorio medico, la saletta delle cardiotocografia, un altro ambulatorio in cui oggi viene effettuata la riabilitazione del pavimento pelvico, un bagno ed un'altra stanzetta che ospita lo spogliatoio delle ostetriche: ciò comporta quindi una nuova suddivisione dei locali con la perdita di molti spazi utilizzati dal Consultorio, così come verrebbero meno molti spazi comuni, come le sale d’attesa, con notevole disagio dell'utenza specialmente nelle giornate di maggiore affluenza in cui vengono svolte contemporaneamente tutte le attività. Proponiamo  quindi al direttore generale dell’Asp di valutare soluzioni diverse per ospitare il servizio di Prevenzione, recuperando spazi adeguati in altre strutture ampie e prestigiose dell'azienda nel capoluogo, senza creare difficoltà ad una attività assistenziale che serve una utenza molto vasta, e soprattutto - concludono i consiglieri regionali - garantendo alle due strutture una sistemazione dignitosa e confacente all'importante lavoro che svolgono, anziché costringerle ad essere ospitate entrambe negli spazi che finora hanno ospitato il solo Consultorio”.