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Guccione: campanilismi stop, costruiamo la Grande Cosenza

Guccione: campanilismi stop, costruiamo la Grande Cosenza
“La nascita della Città metropolitana di Reggio, la fusione Rossano-Corigliano e quella tra i Comuni presilani ci impongono un’accelerazione verso la costruzione della città unica Cosenza-Rende-Montalto-Castrolibero. Stop a campanilismi ridicoli di chi in realtà è interessato soltanto al suo piccolo orticello elettorale. L’idea della Grande Cosenza è giusta. Possiamo diventare una realtà importante con il ruolo centrale dell’Unical, la metropolitana leggera e il nuovo ospedale che mi auguro venga costruito a Vaglio Lise. Si chiama innovazione politica e capacità di interpretare i cambiamenti. La parola deve passare ai cittadini. Subito. Il nostro baricentro è la volontà dei cittadini”. È quanto ha sostenuto Carlo Guccione, consigliere regionale del Partito Democratico, nella sala conferenze del Coni a Cosenza, durante l’incontro sulla fusione dei Comuni, organizzato dall’associazione politico-culturale “Io Partecipiamo”. Sono intervenuti anche il vicepresidente della Regione Calabria, Antonio Viscomi; Piero Minutolo, presidente della stessa associazione “Io Partecipiamo”; Francesco Aiello, docente di Economia politica all’Unical e fondatore di OpenCalabria; Amerigo Minnicelli, coordinatore del comitato “100 Associazioni per la fusione Rossano-Corigliano”. “Cosenza si è ridotta oggi - ha aggiunto Carlo Guccione - a 67mila abitanti. Avvertiamo tutti la necessità di portare a compimento un processo che c’è già. I miei figli non conoscono i confini tra Rende e Cosenza. Superiamo piccoli steccati. Voliamo alto. Possiamo farlo. Dal basso, chiamando subito i cittadini a pronunciarsi su un tema così importante per il destino delle nostre comunità”. “Stiamo compiendo - ha sostenuto Antonio Viscomi - una piccola rivoluzione iniziando ad abbandonare il pronome io per lavorare insieme. Le fusioni non avvengono per risparmiare, ma devono nascere perché c’è una consapevolezza che i problemi davanti a noi non possono essere risolti da soli. La fusione deve essere una prerogativa non delle amministrazioni locali ma delle comunità locali. La strategia deve essere plurale. È un problema di partecipazione non è una questione di legislazione”. “Il processo di aggregazione dei comuni in moltissimi casi è necessario.