Direttore: Aldo Varano    

Mi assumo la responsabilità del risultato Pd in Calabria. Ma gli altri dove sono? di ERNESTO MAGORNO

Mi assumo la responsabilità del risultato Pd in Calabria. Ma gli altri dove sono? di ERNESTO MAGORNO
(rep)
Lo scorso 23 febbraio si è formalmente concluso il mandato della segreteria regionale uscente. In linea con quanto previsto dallo Statuto e attenendomi alla normativa, ho avviato la fase congressuale, convocando per il prossimo 19 marzo l’Assemblea, in cui verrà fissata la data del congresso per il 13 maggio. La Direzione, poi, nominerà la Commissione che porterà il partito al congresso e quindi all’elezione di un nuovo segretario. 
Tutto si svolgerà nel rispetto delle regole, nei luoghi deputati e non “nei caminetti” come magari avrebbero preferito coloro che chiedevano il congresso subito e che, paradossalmente, ora protestano perché celebrarlo il 13 maggio è troppo presto. In realtà ciò che volevano era il commissariamento per non dare al Pd calabrese la possibilità di eleggere democraticamente il nuovo segretario . 
Da oggi parteciperò al dibattito politico senza i limiti che un segretario regionale responsabilmente doveva avere e che molte volte, proprio per il bene del partito, mi hanno imposto di non replicare.
Io, come è giusto che sia, mi sono assunto le responsabilità del risultato in Calabria ma gli altri, a cominciare da chi ha avuto incarichi di governo e di partito, a cominciare da chi rappresenta il Pd nelle istituzioni, dove sono e cosa dicono? 
Coloro che urlano allo scandalo e si stracciano le vesti come i sacerdoti nel tempio, dicano al Pd e ai cittadini  cosa hanno prodotto in questi anni, cosa hanno fatto per i circoli, per i sindaci, per i territori!
È conveniente per taluni ingegnarsi nel voler cercare un capro espiatorio o  ricorrere al triste e gretto espediente dello scaricabarile, rimpallando ad altri negligenze che sono proprie.
Ci sono, però, responsabilità che non si possono addossare ad altri, che non si possono delegare a prescindere ma che ognuno deve avere il coraggio e la coerenza di assumersi.
Un’antica leggenda racconta che Giove mise sulle spalle degli uomini due bisacce. Ma, attenzione. Di queste due bisacce, una fu posta dietro le spalle per contenere le proprie colpe, mentre l'altra fu posta davanti al petto per contenere le colpe degli altri. 
In questo modo agli uomini non è dato di veder le proprie colpe ma solo quelle altrui e non appena gli altri sbagliano, ognuno diventa censore e accusatore, pronto a biasimare e a criticare con grande austerità. 
Scendano in campo quelli che vogliono cambiare il Pd, propongano idee e progetti su cui discutere e confrontarsi!                                                                                                                                   
Da parte mia, in un altro ruolo e in un contesto politico diverso, continuerò a garantire il mio impegno a disposizione del partito ma soprattutto a servizio e in ascolto della gente. 
Da Senatore della Repubblica inizio oggi il giro della Calabria partendo da Diamante, domenica sarò a Pianopoli e mercoledì a Crotone per poi procedere con il costituire punti di ascolto nelle cinque province in modo da avere un contatto continuo con i territori.
Io non scappo, non abbandono la nave quando affonda: questo lo lascio fare ai topi! Io sono orgoglioso di essere un renziano della prima ora, di esserlo tuttora e di continuare  ad esserlo! 
Sono un giunco, che si piega al vento, ma non si spezza e a chi ha cercato di schiaffeggiare e offendere la mia dignità, a chi scriveva «ognuno accetta il Magorno che pensa di meritare», a chi ancora oggi mi insulta e si chiede perché sono stato eletto senatore,  rispondo con la mia storia, umana e politica, la stessa storia  che oggi mi ha portato al Senato della Repubblica.
È una storia che nasce da lontano, che ha radici ben salde e sane, quelle dei miei genitori che con il proprio lavoro, con l’impegno politico e sociale hanno dato tanto senza pretendere nulla in cambio. Da loro ho imparato, soprattutto, il valore del sacrificio, a non scoraggiarmi mai, a lottare, a credere nei miei sogni e a difenderli, agendo sempre nel rispetto delle regole e dell'altro. 
Ho scelto di servire le mie idee da quando avevo 14 anni e sono cresciuto alla scuola di quella politica, pulita e vera, che incarna l’amore per la polis. Di quella politica che parte dal basso, fatta con dignità, coerenza e trasparenza, in una piccola sezione di partito come in piazza, per il popolo e con il popolo e non per pura ambizione o tornaconto personale. Lo ripeto ancora una volta io vengo dai territori, sono un uomo che non appartiene agli apparati, né li ha mai condivisi. Non ho mai ceduto al compromesso né mai mi sono inchinato di fronte al potere. Non mi piacciono le lobby anzi le combatto apertamente. Non ho avuto in eredità posizioni politiche, rendite elettorali ma in virtù di una grande passione politica, (questa sì ereditata), mi sono tuffato nella mischia delle competizioni elettorali, dove i consensi si conquistano uno ad uno, sul territorio, gomito a gomito con la gente, confrontandomi e misurandomi apertamente sul campo. E insieme a tanti  giovani, a tanti amministratori locali e grazie al contributo del mio territorio, all’affetto della mia gente, della mia famiglia, dei miei amici, ho avuto e collezionato successi e vittorie, nelle elezioni provinciali, nel mio comune, nella segreteria regionale, nelle parlamentarie fino a diventare deputato e ora senatore della Repubblica.  
Questa è la mia storia, una storia  di cui sono fiero e che mi permette di camminare con la schiena dritta e a testa alta!
Ma, purtroppo, come spesso accade, si dice senza sapere, si parla senza conoscere davvero, si vede solo ciò che si vuole vedere, si odia e basta! 
E a tutti auguro di  riuscire a meritare la stessa stima e la stessa fiducia che in tanti da sempre mi assicurano.

*senatore, già segretario regionale del Pd calabrese.