REGGINA. Chizzoniti: l'inquietante quadro emerso domenica al Granillo

REGGINA. Chizzoniti: l'inquietante quadro emerso domenica al Granillo

(ReP)
Premesso che non ritengo minimamente in discussione il ruolo e le funzioni di fondamentale centralità e rilevanza esercitate dai vertici dell’azienda “Reggina Calcio”, ma sono convinto che l’audacissima ed incredibile opzione rissosa, privilegiata, fra paradossi e deliri, dagli apicali amaranto, suggerisca qualche sommessa riflessione afferente quanto avvenuto domenica scorsa al “Granillo”. Fra l’altro, puntualmente e duramente censurato dall’eloquente decisione assunta dalla Giustizia sportiva. In questo contesto, è incontestabile il ruolo sorprendentemente minaccioso e litigioso del D.S. Taibi, nei confronti dell’arbitro, a margine dell’espulsione di De Rose, che accostato a quanto gelidamente consumato all’interno degli spogliatoi nel post-gara, anche dai Sigg.ri Gianni e Patti, integrata dalla improponibile “goliardata” del Presidente Gallo, fanno emergere un quadro complessivo a dir poco inquietante. Nonché, in palese e stridente conflitto anche con le ataviche tradizioni del calcio reggino, saldamente ancorate ad ineludibili canoni di etica, correttezza e classe sportiva.

Sorge, quindi, spontaneo interrogarsi sul cui prodest dell’incredibile vicenda che incide molto negativamente nello storico patrimonio morale e comportamentale della Reggina Calcio, i cui dirigenti, nel caso di specie, hanno certamente deviato dai binari della rigorosa legalità sportiva, ostentando, una pericolosissima, quanto tenebrosa ed alternativa decadente strategia. Si staglia nella opaca vicenda un disgustoso “intruglio” che altro non è se non l’emblema di un mondo calcistico abbondantemente sepolto, ma freddamente rivitalizzato da parte di chi si è gelidamente assunto il pesantissimo onere della pluri-offensiva alla squadra ospite, ponendosi sullo stesso livello dell’ingrato ex Bianchimano.

Non v’è dubbio che sia emerso il trucco dinamico delle ingiustizie, spacciate per quid scatenante con riferimento al conclamato smarrimento del raziocinio che ha portato mestamente diversi cervelli a zonzo, avvelenando l’ambiente con un modus operandi unanimemente respinto.

Anche per questo verso appare incomprensibile la sortita di Taibi, Gianni, Patti e Gallo, i quali, molto probabilmente, difficilmente saranno presenti al Ceravolo di Catanzaro nella partita di ritorno. Nelle more, potrebbero valutare l’opportunità di chiedere doverosamente scusa alle città di Reggio e Catanzaro, ed alle rispettive tifoserie, ricordando i vecchi derby Reggina-Catanzaro, ai tempi delle presidenze Granillo e Ceravolo, che erano e restano inimitabili feste dello sport calabrese! Non a caso, entrambi i presidenti, autentici giganti del calcio, prima dell’inizio della partita, percorrevano a braccetto tutto il circuito dello stadio, riscuotendo costanti ed unanimi applausi. Si dirà: “altri tempi”. Indubbiamente, sicuramente altri tempi, ma soprattutto: “altri uomini”!