Direttore: Aldo Varano    

vv. CAF CISL su Tasi

vv. CAF CISL su Tasi
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(Dichiarazione congiunta del presidente CAF CISL Calabria A. Ferrari e del direttore CAF CISL Calabria F. Mingrone).

In data 12 giugno u.s., ci appellavamo al senso di responsabilità del Sindaco del Comune di Vibo Valentia, invitandolo a dare un minimo respiro, ai cittadini della sua Città, chiamati alla cassa per il pagamento della TASI.
Una ragionevole tolleranza nell’applicazioni di sanzioni ed interessi, che avrebbe dovuto essere concessa in maniera del tutto naturale da un primo cittadino attento ai bisogni della collettività che rappresenta.
In merito a detta problematica, seppur in assenza di conferme ufficiali da parte del Governo e/o del Ministero delle Finanze, riteniamo – affermano Ferrari e Mingrone - corretto non procedere al ravvedimento con applicazione delle relative sanzioni e interessi fino al 15 luglio p.v..
Tale indicazione nasce in particolare da una considerazione che riteniamo assolutamente sostenibile, l’art. 10 dello Statuto del contribuente (Legge 212/2000), chiarisce in maniera inequivocabile, che non vanno applicate sanzioni e interessi in caso di ritardo nel pagamento o di errori nella definizione dell’imposta da versare, qualora detto comportamento risulti posto in essere a seguito di fatti direttamente conseguenti a ritardi, omissioni o errori dell'amministrazione stessa. Ed in questo l’amministrazione comunale di Vibo Valentia ne ha esperienza, essendo già recidiva, vedi il caso dell’addizionale comunale, deliberata con forte ritardo e a totale discapito della comunità.
Inoltre il sottosegretario all’economia Enrico Zanetti ha affermato che la situazione legata all’applicazione di sanzioni e interessi, sarà in ogni caso, oggetto delle attenzioni e dei controlli del Governo stesso.
Sta di fatto che molti comuni, anche capoluoghi di provincia – Bergamo, Savona, Treviso, Brescia, Parma, Arezzo, Genova, Vicenza, Bologna, Siracusa – hanno già scelto di non applicare le sanzioni amministrative a quei cittadini che non avessero pagato entro il 16 giugno, almeno per altri 30 giorni. E hanno predisposto delibere ad hoc.
Tutto ciò è finalizzato esclusivamente alla mera tutela delle famiglie che rappresentano oggi, purtroppo, l’anello più debole della nostra società.