Direttore: Aldo Varano    

MIGLIERINA (CZ). In corso il “I° Simposio d’Arte e Fiction - Miglierina tra i due Mari”

MIGLIERINA (CZ). In corso il “I° Simposio d’Arte e Fiction - Miglierina tra i due Mari”
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In questi giorni presso l’ospitale cittadina di Miglierina si sta svolgendo il “I° Simposio d’Arte e Fiction - Miglierina tra i due Mari”.
Questo evento è promosso dal Comune di Miglierina in collaborazione con l’associazione culturale Arteuropa di Avellino e si avvale del sostegno di un gruppo operativo di tutto rispetto: Art. Director Rosa Spina, storico dell’arte Bruno Bevacqua, coordinatore Michele Bruni, responsabile della comunicazione la giornalista Teresa Lara Pugliese
La finalità di questa manifestazione è quella d’avvicinare l’arte verso i piccoli centri delle aree interne. Realtà che rischiano sempre più di restare esclusi dagli impulsi rigenerativi e creativi legati alle molteplici funzioni all’arte stessa. Inoltre, la Proloco e l’Amministrazione comunale, (entrambi soggetti attivi ospitanti l’evento), si pongono l’ambizioso progetto di avviare la creazione di una pinacoteca territoriale che possa essere vero attrattore di un nuovo turismo alla ricerca sempre più di mete culturali
Il simposio si svolge con la partecipazione di artisti che hanno maturato importanti percorsi formativi raggiungendo ottimi traguardi sia sul piano tecnico che creativo. Gli stessi, negli anni, hanno esposto presso ambite gallerie e spazi pubblici importanti, sia a livello nazionale che internazionale. Artisti che hanno fatto dell’arte lo stile di una propria esistenza di vita.
Volendo fare di loro un breve escursus, tra l’altro, si può dire:
Augusto Ambrosone, attraverso le sue opere (sia pittoriche come in quelle in ceramica) lascia trasparire le doti ricche e vivide del pioniere che ha esplorato pazientemente le diverse tecniche espressive. Lo stesso, ritrovando nelle materie più varie ( carta, acrilici, oli, inchiostri grafici, metalli, argilla e smalti ceramici) la via maestra della sua creatività, della giusta risonanza interiore.
Enzo Angiuoni, pittore e raffinato ceramista, prima di essere stato assoluto protagonista della nuova figurazione, è approdato con ferma convinzione alla nuova corrente pittorica dell’astratto informale. Ciò è potuto avvenire grazie al suo amore prediletto verso i colori e la luce mediterranea e perché ha saputo sapientemente coniugare valori estetici e formali. Riuscendo, attraverso i propri lavori artistici ad esprimere la gioia del vivere quotidiano attraverso l’arte.
Mariella Costa scultrice versatile, sia per la scelta dei forti temi culturali e sociali tracciati, nonché della molteplicità dei materiali utilizzati. Marmo, pietra locale, terracotta, cemento, vetro fuso, materiali plastici, per lei sono elementi da tenere delicatamente tra le mani. Il gioco, o meglio la sua abilità, sta nel saperli plasmare ricavandone emozioni e messaggi che lasciano segni delicati come il tocco di una piuma o l’incidere profondo di una lama.
Nicola Guerino poeta ed artista. Egli ha saputo sapientemente coniugare le due passioni, riversandovi prepotentemente, come un torrente in piena, i propri sentimenti. Le sue tela sono pregne di segni, immagini e parole. Ogni nuovo lavoro vuole essere un manifesto attraverso il quale comunicare positivamente sull’amore, sulla vita, sulla morte. Ricorrenti sono le sue tematiche sociali e civili che affrontate: i temi sul disagio umano, l’amore per la propria terra, la difesa della bellezza della natura, dell’intero creato. Insomma un animo nobile, come sono nobili le sue poesie, le sue chiazze di colore. Un artista alla ricerca della quiete e della felicità.
Eduardo Jaccheo Pittore-incisore-ceramista. Noto nel campo della scenografia teatrale quale collaboratore e poi esecutore di importanti opere allestite al TEATRO ROMANO di Verona. Per un decennio scenografo nel teatro /laboratorio diretto dal regista Ezio Maria Caserta. I temi raccontati dai lavori del maestro Iaccheo hanno una possibilità di lettura straordinaria: quella d’insieme, dove le parti narranti si confondono coi colori e le forme, per poi ricomparire nella percettibilità del piccolo particolare che fa riesplodere l’intero contesto. Facendo ripercorrere, e quindi, ripensare la lettura d’insieme creata dal primo impatto visivo.
Gianni Mastrantoni sa ben tradurre in immagini il suo profondo universo, sociale culturale, religioso. Nelle sue opere ricorrono immagini di paesaggi urbani con le sue piazze le sue chiese e i suoi campanili. Tutto attorno ai quali si accalcano folle di gente. Umani cui tratti non sono mai ben definiti, solo appena tratteggiati. I colori che predominano sulle su tele sono quasi sempre il nero ed il rosso. Segni di forte contrasto emotivo e di un impetuoso travaglio umano.
Pippo Spina pioniere dell’arte digitale in Calabria, attraverso i suoi lavori si lascia andare in giuochi di luci di ombre e di colori pari, o quasi, a qualsiasi possibili immaginario. Egli di fronte al suo computer, partendo da una semplice immagine o segno iniziale, è capace di modificarlo, scomporre, renderlo traslucido, vaporoso, quasi evanescente. Attraverso la sua arte spingendosi verso un giuoco non causale, in fantasie volute, raffinate, ricercate, quasi impossibili allo stesso immaginario. Giungendo, con il risultato finale a stupire, a sorprendere, anche se stesso.
Rosa Spina tenace ambasciatrice nel mondo della FibertArt. Erede di una sapienza antica discendente delle donne meridionali che sanno ricavare fibra da tessere da materiali diversi; poveri, persino di scarto. Filamenti che ella ordisce e che sono sinonimo di legami, relazioni da stringere. Un invito ad aprirsi nei confronti di questa società sempre più sola ed auto celebrativa. Una realtà oramai multietnica e multiculturale la cui eterogeneità è ben rappresentata nelle opere di questa raffinata artista. Temi che ella incide attraverso le tante forme e molteplici sfumature di colore assemblati. Fili che si stagliano quasi sempre in giochi acrobatici e giocosi verso l’alto testimoniando una forte tensione verso la vita.
Per ultimo, di Generoso Vella, possiamo dire che in lui quasi sempre domina la scomposizione del paesaggio. Questa, una caratteristica che diventa una combinazione di elementi geometrici e di intrecci differenziati e variopinti. Segni che ritornano anche nelle rappresentazioni di figure umane stilizzate e decomposte. Tutto ciò com'è nell'uomo della nostra contemporaneità; sempre più lontano dalla spiritualità e dall'umiltà; ossessionato dall'estetica, dal materialismo, dall'ipocrisia, dall'opportunismo. Un uomo che corre confusamente senza giungere da nessuna parte

Miglierina 05/07/2014 Pugliese Arcangelo