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RC. Sul palco di Tabularasa il ruolo di Reggio nello scacchiere internazionale

RC. Sul palco di Tabularasa il ruolo di Reggio nello scacchiere internazionale
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La Torre Nervi ha ospitato l’incontro con i giornalisti Gianfrancesco Turano, Giuseppe Baldessarro e con l’editore Franco Arcidiaco. Il terzo appuntamento del contest promosso da Urba/Strill, che ha segnato l’esordio di ‘Tabula Kids’, si è concluso sulle note della ‘Domenico Burcarelli & Band’

“Reggio, la mia città!” è stato il titolo del terzo appuntamento del festival promosso Urba/ Strill.it. Nella cornice della Torre Nervi gli organizzatori Giusva Branca e Raffaele Mortelliti hanno conversato con Gianfrancesco Turano, giornalista de “L’Espresso”, Giuseppe Baldessarro, redattore de “Il Quotidiano” e giornalista di “Repubblica”, e con Franco Arcidiaco, giornalista e editore “Città del sole”.
L’incontro è stato preceduto dal primo appuntamento targato Tabula Kids. Annullata per motivi di salute la tappa con “I giorni della tartaruga” di Claudio Elliot, Maria Francesca Megale e “Lelefante“ hanno intrattenuto un gruppo di bambini con un laboratorio di lettura creativa del libro “La carta di giornale – Il riciclo della carta”.
Subito dopo il pubblico adulto è stato sollecitato dalle riflessioni degli ospiti e dai riferimenti all’ultima pubblicazione del giornalista Granfrancesco Turano, “Contrada Armacà” (Chiarelettere, 2014), un giallo intriso di ‘regginità’ e capace di travalicare i confini geografici. “Non si comprende – ha affermato il giornalista de “L’Espresso” - il ruolo di questa terra nello scacchiere internazionale; qui accadono cose importanti per il Paese e il trasbordo delle componenti di armi chimiche siriane nel porto di Gioia Tauro ne è stata una dimostrazione. La stessa ‘ndrangheta, che vive tra moderno e post moderno, snaturando principi che fanno parte della nostra cultura come l’onore, con i sequestri di persona è entrata nelle stanze del potere. Ho scritto questo libro - ha incalzato Turano - non solo per i reggini ma per stimolare una presa di coscienza collettiva su quello che accade e su quello che è già accaduto. La Calabria è anche il luogo per il quale e nel quale si decide che certe cose non siano mai successe”. Il riferimento è andato a Gioia Tauro, al delitto di Rocco Molè, all’egiziano sorpreso in un container, all’ex ufficiale della Marina militare Giorgio Hugo Balestrieri e ai suoi affari nel porto gioiese, al delitto del barone Musco.
“L’opera narrativa di Turano – ha affermato Arcidiaco - accende un faro proprio sul porto di Gioia Tauro, sul suo ruolo nelle alleanze e negli scenari internazionali più articolati”.
“Questa città è universale - ha poi rimarcato Turano - e quello che accade qui dovrebbe avere, quanto meno, dignità nazionale non solo se integra delle anomalie. Io non credo che esista un caso che riguardi i reggini e i calabresi ma credo che in Italia sia ormai diffusa una certa pigrizia culturale. In questa città liquida per eccellenza bisogna decidere da che parte stare e con chi ma, soprattutto, dobbiamo capire che siamo uno snodo fondamentale della politica internazionale”.
Di contesti complessi parla anche Giuseppe Baldessarro che ha definito il porto di Gioia Tauro come un “pezzo di circuito di livello tale da non potere essere scalfito”. Accanto alle grandi questioni ci sono quelle più vicine alla quotidianità dei cittadini e rispetto alle quali si registra un atteggiamento di passività. “Abbiamo smesso di pensare che in questa città possiamo fare della cose. Prima si cercavano i voti, oggi a Reggio si cercano in candidati, si cercano persone che si impegnino. Non c’è curiosità – ha affermato Baldessarro - non ci sono scatti. Ho la sensazione che il meridionale nel dubbio scelga sempre il peggio. Abbiamo superato certi limiti e la raccomandazione non è più un favore ma un diritto e – ha incalzato Baldessarro - vicende come quella di Oppido Mamertina, in cui la statua della Madonna in processione ossequia la casa del boss, e come quella della regione Calabria con il presidente della Giunta dimesso da mesi, rischia di essere, e per certi versi lo è, normale”.
Gli odori di eucalipto e di montagna, che Gianfrancesco Turano lascia e ritrova in questa terra, e la nota di speranza dedicata all’ironia dei greci, eredità etimologia e spirituale e “tesoro che può aiutare a risollevarci” con cui lui stesso conclude l’incontro, hanno lasciato poi spazio alle note di Domenico Bucarelli & Band, nell’ambito del contest “Carnefresca” dedicato alle nuove ed indipendenti sonorità dei musicisti calabresi.