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RC. Tabularasa e Touring Club indicano le nuove barriere del turismo

RC. Tabularasa e Touring Club indicano le nuove barriere del turismo
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E per il Parco Nazionale dell’Aspromonte parte la sfida di “Bandiere arancioni”, il marchio di qualità assegnato dal TCI alle località che dimostrano di saper conservare, valorizzare e promuovere le proprie risorse turistiche e ambientali

Il quarto appuntamento di Tabularasa 2014 ha messo sotto la lente d’ingrandimento il turismo, ovvero uno dei temi più caldi quando si discute di sviluppo economico per la Calabria. A dialogare con gli organizzatori, Giusva Branca e Raffaele Mortelliti sulle nuove frontiere e sui tanti nodi ancora irrisolti che riguardano uno dei settori strategici per il rilancio del Mezzogiorno, il presidente del Touring Club di Milano, Franco Iseppi e la giornalista di Sky TG24, Manuela Iatì.
“Quale turismo?“. E’ intorno a questo interrogativo che ha preso corpo un dibattito che Iseppi ha voluto aprire offrendo subito la cifra economica e sociale di un’associazione come il Touring Club che quest’anno compie 120 anni.
“La nostra - ha detto Iseppi – è una realtà che da sempre viene percepita come una vera e propria istituzione. Ciò che noi facciamo viaggia essenzialmente su due asset. Il primo riguarda la conoscenza che storicamente ci vede impegnati nella produzione di guide e pubblicazioni. Il secondo invece ci vede nelle vesti di ‘civil servant’ attraverso un rete di circa duemila volontari che lavorano per valorizzare i beni culturali. O, ancora, attraverso iniziative come ‘Bandiere arancioni’, di cui da oggi entrerà a far parte anche il Parco Nazionale dell’Aspromonte, dopo Civita e Morano, che propone ai vari comuni interessati l’avvio di un processo serio e rigoroso di riqualificazione dei servizi”.
La realtà calabrese tuttavia racconta ben altro. A ricordarlo è stata la giornalista Iatì che al riguardo ha anche suggerito di “ripartire dai singoli cittadini e dalle piccole cose, come ultima speranza per un contesto segnato dal totale fallimento istituzionale e economico”. Parlare di turismo a queste latitudini sembra sempre più difficile “basti pensare - ha proseguito Iatì raccontando gli esiti di un suo piccolo esperimento – che se una coppia decide di partire da Bologna per trascorrere tre giorni a Reggio trova su internet quasi la metà delle proposte alberghiere a Messina, impiega quattro ore in aereo con un cambio a Roma e spende oltre duecento euro a persona solo per il viaggio”.
Evidente dunque la grave carenza dei servizi base nel sistema turistico calabrese che, secondo Iseppi, “in queste condizioni non ha alcuna possibilità, i numeri parlano chiaro. Dei 380 milioni di visitatori che vanta l’Italia nemmeno il 20 per cento viene al Sud e solo il 13 per cento degli stranieri visita il Mezzogiorno. Stranieri che lasciano circa 33 miliardi ogni anno in Italia e di questi solo quattro vanno al Sud contro i 3,8 della sola Firenze o i 5,8 del Lazio”.
Il perché di questo scenario allarmante è presto spiegato. “Il turismo – ha evidenziato il presidente del Touring Club – è un prodotto che funziona solo quando c’è un rapporto virtuoso tra tutti gli attori del sistema. In Calabria non mancano le iniziative ma una visione strategica. Lo stesso concetto di accoglienza va ricollegato allo scambio di valori, non va confuso con l’ospitalità. Esiste una via italiana al turismo che in futuro sarà sempre più personale, verde, tecnologico, delle piccole imprese, non omologabile, basato sulle distintività dei territori. Lo Stato che peraltro per il Sud spende il 24 per cento del totale degli investimenti, ha anche le sue responsabilità se pensiamo che non ha mai considerato il turismo come un asset di sviluppo”.
Per la Calabria, in particolare, “servirebbe un politico illuminato – ha evidenziato Iatì – in grado di rimettere al centro il turismo e con esso un profondo processo di riqualificazione dell’intero territorio”.
Impensabile a detta di Iseppi “che la Calabria consideri il turismo solo da giugno ad agosto. Occorre riattivare la consapevolezza intorno all’enorme ricchezza che questa regione possiede, ma questa è una responsabilità tutta locale”.
Chiusura di serata all’insegna di “Tabularasa Alone” che ha portato sul palco il concerto di G-FAST, originalissimo e unico progetto one man band firmato dal musicista, cantautore e produttore Gianluca Fasteni.