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Chizzoniti sul recupero di 30 milioni di euro da parte della Regione

Chizzoniti sul recupero di 30 milioni di euro da parte della Regione
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A proposito del recupero -  da parte della Regione - di oltre trenta (30) milioni di euro nei confronti di diverse imprese inadempienti, “destinatarie di altrettanti provvedimenti decadenziali senza però recuperare un euro”, richiamando quanto dichiarato dall’assessore alle Attività produttive Demetrio Arena (nel corso dei lavori dell’ultimo Consiglio regionale), il presidente della Commissione di Vigilanza e Controllo Aurelio Chizzoniti, ha richiesto - attraverso una missiva  rimessa anche alla Procura della Repubblica di Catanzaro ed a quella presso la Corte dei Conti -  ai competenti Dipartimenti regionali “l’urgentissima  trasmissione all’Organo di Controllo di tutta la documentazione citata dall’assessore Arena”. Avendo, inoltre, lo stesso assessore “ribadito l’emissione di un’ingiunzione di pagamento fin qui infruttuosa”, il presidente Chizzoniti ha chiesto ai vertici del Dipartimento  (Arena,  Monea e  Iracà)  “copia di tutti gli atti connessi alle procedure avviate non solo nei confronti di De Rose, ma anche in ordine a tutte le altre posizioni. E poiché - spiega Chizzoniti -  Arena ha anche puntualizzato di aver inviato al Dipartimento Bilancio istanza  di iscrizione a ruolo delle somme da recuperare,  i relativi riscontri sono stati richiesti anche ai vertici del Dipartimento Bilancio e quindi ai Revisori dei Conti. Ciò -  incalza il presidente  Chizzoniti -  per uscire da ogni forma d’infingimento e  per capire se i dubbi ex ante, solennemente espressi dal dottor Pasquale Monea, circa l’incidenza della legge regionale 54/13 nel recupero ormai atavico di considerevoli importi, siano rientrati  ed in che modo sarebbero stati risolti”. Il Presidente della Commissione Vigilanza del Consiglio regionale coinvolge anche l’Avvocatura regionale, “visto che Arena - argomenta Chizzoniti -  ha ipotizzato un’opposizione da parte di De Rose in ordine alla quale il Dipartimento guidato da Paolo Arillotta starebbe predisponendo gli atti consequenziali, evidenziando  che trattasi di una ingiunzione evocata sin dal novembre 2013 dai dirigenti Iracà e Monea, ma che appare sempre di più come l’araba fenice”. Sul punto Chizzoniti sollecita “l’attenzione anche della dottoressa  Alessandra Sarlo, quale dirigente del Dipartimento Controlli”, sottolineando che “appare fuori da ogni discussione che questa telenovela maschera un maldestro tentativo di nobilitare l’incredibile trattamento di riguardo riservato alla ‘De Rose corporation’ ed anche agli altri imprenditori fin qui letteralmente miracolati da un Dipartimento che non ha dimostrato grande sensibilità al recupero di ingenti importi, nascondendosi dietro risibili difficoltà per una notifica ex art. 140 cpc”. Il presidente Chizzoniti, infine,   anticipa che “ove la documentazione su riferita non dovesse pervenire alla Commissione di Vigilanza  entro i termini indicati, saranno ulteriormente integrati gli esposti già formalizzati alle competenti Procure, nella speranza che qualcosa, sia sul versante investigativo ordinario che su quello contabile, prima o poi emergerà. Viceversa, l’unica alternativa residua sarebbe quella di cambiare urgentemente emisfero”.