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RC. La seconda azione di ReActionCity trasforma i tetti del Lido Comunale in terrazze collettive

RC. La seconda azione di ReActionCity trasforma i tetti del Lido Comunale in terrazze collettive
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Con ReActionCity la “terrazza” del Lido comunale ha cambiato musica davvero. E' tornata al suo valore di spazio pubblico collettivo. Ciò e' stato possibile con la seconda azione che aveva l'obiettivo di far riscoprire il significato di percorrere i tetti delle cabine del Lido Comunale, riattivandoli come terrazze condivise. Con una mostra fotografica collettiva su sguardi differenti sul Lido Comunale curata da Pensando Meridiano, come spazio collettivo vissuto da sempre nella sua socialità popolare e ricettiva, sono state proposte le nuove visioni progettuali di Carmela D'Agostino per capire che su quelle terrazze si possano svolgere mille attività pubbliche di socializzazione e di valorizzazione del paesaggio, con l'affaccio sull'arenile e sullo Stretto. Ma domenica nello storico stabilimento balneare reggino, gli urban makers hanno fatto da “Cicerone” e chi è arrivato all'iniziativa si è fatto guidare nella passeggiata e nella presentazione delle sue ragioni. Un contributo di intrattenimento è stato proposto con la musica al tramonto del maestro Carmelo Coglitore, così come una delle visioni prevedeva: esibirsi ed osservare. La traccia di un'azione cosi reagente, su una questione anche attuale di conflitto per le vicende della riqualificazione del Lido Comunale, è stata lasciata da una visione che ne ha ribaltato i modi anche di discutere. Da qui le orme colorate lasciate dalla finale camminata a piedi nudi pitturati effettuata dagli "urban makers” su proposta dell'associazione Pe.Te.R di Serena Palermiti. «Questa seconda azione di ReActionCity è riuscita come quella precedente di Borgo Cecilia a Gallico Marina, sia in termini di idee, passione e concretezza degli “urban makers”, sia come partecipazione della gente» ha sostenuto la professoressa Consuelo Nava. «L’obiettivo era quello di far scoprire ai cittadini un luogo poco vissuto e da molti non conosciuto a quanto pare eppure così vicino ad altri molto frequentati, in questi tempi così discusso nel dibattito del “Sì” e del “No” alla demolizione di alcune sue parti. Come dire, se ne parla, mentre molta gente non sa di cosa si parla, oltre le preoccupazioni private di chi ne difende un uso o un progetto. Nella parte più esposta e panoramica del lungomare, abbiamo dimostrato come la terrazza possa essere utilizzato a scopo pubblico e collettivo, anche in modo semplice con semplici e minime installazioni» ha proseguito. «È un po' arretrata l'unica discussione sul progetto di demolizione o conservazione delle cabine non facenti parte del progetto Nervi e considerate da non conservare perché postume. Il tema non è più quello del “bene culturale storico”, che va comunque riconosciuto, ma quello della “utilità sociale di uno spazio pubblico”. Il Lido non è vissuto solo come stazione balneare o litorale balneare cittadino, ma come parco pubblico a tutti gli effetti come dimostra la gente che lo vive in spiaggia e nelle strutture, ancora di più adesso che il mare antistante non è balneabile – ancora le sue parole – il nostro intento, quando se ne ricorda il suo antico uso, non è nostalgico, ma quello di mostrare come sempre che uno spazio può essere ricettivo e collettivo, in questo caso grazie al tetto di tutte le cabine sottostanti. Anche così si reagisce alla discussione, il problema non e' essere del partito del “Sì” o del “No” alla demolizione, ma del “Qui”. Ci sono due valori da conservare, questi sono il “paesaggio” e la “utilità sociale per la sua comunità". Insomma, la terrazza deve continuare ad esistere ed il Lido Comunale ha bisogno di tornare ad essere riqualificato, ricettivo e fruibile anche con spazi e mare pulito». Ed alla fine, la professoressa Nava ha concluso così: «Oggi la gente ha potuto rimisurare i passi su questa terrazza, è inutile intraprendere questioni di conflitti urbani, quando le persone sono ancora estranee ai luoghi, non li possono frequentare o non li conoscono. La costruzione sociale della città prevede che si debba difendere ciò che si riconosce tutti come valore. Oggi abbiamo dato un contributo a questo. Per questo ReActionCity continua nei prossimi giorni, in altri spazi urbani».