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Callipo a Nesci:«La legge sulle primarie istituzionali non l'avrei votata, ecco perché»

Callipo a Nesci:«La legge sulle primarie istituzionali non l'avrei votata, ecco perché»
ReP
 

«No so a quale ritardo alluda l'On. Nesci, visto che 3 mesi fa ero solo il sindaco di Pizzo mentre lei sta ai piani alti del Palazzo da un pezzo. Allora, la mia opinione sulle primarie istituzionali non era richiesta».
Così Gianluca Callipo ha replicato alla parlamentare di Tropea, con la quale oggi, su Twitter, ha avuto un scambio di battute. Nesci, dopo la risposta di Callipo, ha incalzato, chiedendo se un'opinione sulla questione ce l'avesse anche 3 mesi fa.
«Certo che sì - ha risposto Callipo nelle 140 battute consentite dalla piattaforma social - e non è cambiata: no sprechi, no casta, no primarie a spese dei cittadini. La legge così non l'avrei votata».
Un concetto che poi ha ulteriormente spiegato: «Le primarie istituzionali in linea di principio possono essere uno strumento molto utile, che assicura trasparenza e controllo. Una situazione particolarmente sentita in Calabria, dove in passato le primarie sono state caratterizzate da innumerevoli irregolarità che ne hanno pregiudicato la portata democratica - aggiunge Callipo -. Ma io, in questi termini, la legge sulle primarie istituzionali non l'avrei votata, perché bisognava prevedere un contributo economico da parte dei partiti che avessero accettato di utilizzare questo strumento. Non si può pensare di far pagare ai cittadini una preconsultazione elettorale, quando già le elezioni vere e proprie hanno un costo considerevole. Non solo non è stato previsto che i partiti pagassero di tasca propria, ma non è stata neppure assicurata la copertura obbligatoria prevista per le leggi che comportano una spesa. Situazione paradossale, confermata recentemente dalla presidente facente funzioni Antonella Stasi, che proprio su Twitter, dialogando con me, ha ammesso candidamente che i fondi per le primarie istituzionali non ci sono mai stati».