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Nomine sanità calabrese, Nesci (M5S) scopre delibera sepolta e fa scoppiare nuovo caso

Nomine sanità calabrese, Nesci (M5S) scopre delibera sepolta e fa scoppiare nuovo caso
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«Vedremo subito se la giunta regionale della Calabria resterà strafottente o tornerà su un piano normale». Lo dichiara la deputata M5S Dalila Nesci a proposito delle discusse nomine dirigenziali nella sanità, che la giunta della Calabria vorrebbe oggi deliberare. La parlamentare Cinque Stelle si è mossa immediatamente, scoperta la delibera n. 730/2010 della giunta calabrese, proposta dal vicepresidente Antonella Stasi, oggi governatore facente funzioni. In questa delibera del 2010 la giunta calabrese ammette che le nomine dirigenziali nella sanità sono di competenza esclusiva del governo. Pertanto, il problema è a monte, e non riguarda più l’attuale regime di prorogatio su cui di recente si sono espressi, contro le stesse nomine nella sanità regionale, l’Avvocatura dello Stato e i ministri della Salute e dell’Economia.
Perciò, la parlamentare Cinque Stelle stamani ha trasmesso un esposto alla procura di Catanzaro e alla Corte dei conti, presentato un’interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio e ai ministri di Salute ed Economia, inviato a questi ultimi una lettera e poi una seconda all’intera giunta regionale calabrese e al sub-commissario per il Rientro Luciano Pezzi. La deputata Cinque Stelle ha chiesto luce sulle nomine già effettuate, verifiche su eventuali responsabilità penali e contabili, un netto stop rispetto a nuove nomine e l’immediata nomina, da parte del governo, del commissario per il rientro dal debito sanitario della Calabria.
Chiede ironicamente Nesci: «La presidente facente funzioni Antonella Stasi è al corrente della delibera del 2010, adottata proprio su sua iniziativa? Esiste un qualche parere giuridico per cui le disposizioni di delibere di giunta proposte da membri senza cravatta possono essere disattese, tanto che l’Ufficio di presidenza, per ristabilire la regolarità degli atti, ha successivamente acquistato cravatte per un importo pari a 28.915,50 euro (cifra superiore alla retribuzione annua di un lavoratore calabrese), dimenticandosi poi di pagarle?».

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