Direttore: Aldo Varano    

La Leonida Edizioni pubblica Una spiga di grano dello scrittore aquilano Carlo Maria Marchi

La Leonida Edizioni pubblica Una spiga di grano dello scrittore aquilano Carlo Maria Marchi
ReP
 

Pubblicato dalla Leonida Edizioni il nuovo romanzo dell'apprezzato scrittore abruzzese Carlo Maria Marchi
Carlo Maria Marchi (Roma 1951), aquilano di adozione. Già direttore coordinatore di istituti penitenziari per adulti. Docente all'Università dell'Aquila sin dal 2000. Autore di diverse pubblicazioni sul carcere.
Dall'introduzione a cura di Bruno B.P.
[...] Un figlio che, stretto nella rete dell'amore codificato da legami di sangue e tradizioni, trova una via di fuga, rifiutando affetti e sconsideratamente anche l'educazione scolastica, finendo per perdersi in altri labirinti più complessi.
[...] La prigione costituisce il primo vero ostacolo al sogno iniziale ma è pure il momento in cui la mente comprende che nessuno può progredire e riscattarsi senza cultura.
Con il peso degli errori e con l'aiuto della conoscenza, il percorso per recuperare il rapporto con la famiglia e la figura paterna, resta comunque faticoso. Nel contesto domestico ormai sgretolato, dove ognuno ha preteso o pagato un prezzo troppo alto, sono venute a mancare alcune tessere importanti del mosaico.
La spiga di grano, che nella passata cultura popolare era simbolo di nascosta macerazione tesa ad alimentare la vita, nel racconto rappresenta simbolicamente il confine naturale per superare il buio dell'esclusione, eliminando gradualmente la diffidenza che serpeggia dentro e intorno ad ogni individuo.
Solo in questo modo le umane spighe possono passare dalla precarietà della crescita alla generosa ricchezza della maturità. E così tenta di fare anche il protagonista della storia, riconsiderando meglio il suo passato e il velleitarismo dei suoi rapporti. Nella comunità in cui si trova, tormentato dai suoi
suoi segreti, cerca il riscatto, insegnando ai bambini del posto la saggezza del vivere che ha ritrovato analizzando i suoi errori.
Il "cupio dissolvi" che emerge nel finale, segna un cruciale punto di cedimento per una trasformazione interiore che, forse per orgoglio, trova ancora ostacoli per una serena ricongiunzione padre-figlio. E solo l'imponderabile, quasi un "deus ex machina", salva il protagonista e lo riporta concretamente alla vita reale.
Un racconto intenso, dedicato a quanti, nella difficile affermazione della propria identità, sono spinti a riconoscersi in questa "spiga di grano", metafora dell'abbondanza matura, in cui é presente anche il seme per rinascere da eventuali dolorose sconfitte.