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VILLA S.G. (RC). Richiesta della maggioranza al Sindaco Rocco La Valle per incontro con Accorinti

VILLA S.G. (RC). Richiesta della maggioranza al Sindaco Rocco La Valle per incontro con Accorinti
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Risuona da più parti che il Governo pensi sia utile avviare l’iter per realizzare il progetto Ponte sullo Stretto ed alle opere ad esso collegate piuttosto che pagare un miliardo tra oneri e penali.
E su questo che la coalizione di maggioranza, con il Capogruppo Claudio Cama e l’Assessore Marco Santoro, ha invitato il Sindaco Rocco La Valle di chiedere un incontro con il collega di Messina Renato Accorinti per riiniziare a discutere degli sviluppi dell’Area dello Stretto.
La posizione diversa di ciascuno rispetto all’Opera Ponte non può che accomunarli per il progresso del territorio che ormai è naturale che necessiti di infrastrutture capaci di migliorare la logistica.
Le conclusioni del recente Rapporto Svimez: “Sud a rischio povertà e deserto industriale” impongono a tutte le forze politiche dotate di senso dello Stato la rapida adozione di misure atte a prevenire l’esplosione di una crisi sociale dalle conseguenze imprevedibili. L’unica iniziativa con realistiche probabilità di avviare uno sviluppo pressoché immediato e duraturo del Paese intero e del Mezzogiorno in particolare passa attraverso la captazione dei flussi mercantili mediterranei che da decenni, affluiscono invece negli scali del Northern Belt.
È infatti ben noto che una parte rilevante della ricchezza di Olanda, Belgio e Germania trae preziosa linfa dalle attività connesse alla Logistica dei porti di Rotterdam, Anversa e Amburgo.
Senza soffermarci sugli innumerevoli benefici occupazionali - anche in settori collaterali quali l’industria manifatturiera, siderurgica e la stessa ricerca applicata - e sulla riqualificazione che deriverebbe all’intero Mezzogiorno dall’avvio di un progetto di tale valenza socioeconomica e ideale,: “la Logistica può rappresentare per l’Italia ciò che il petrolio è stato e continua a essere per i Paesi Arabi”.
Un dispositivo di legge ha "cancellato" la Società Stretto di Messina, eliminando un progetto apprezzato dall’intera comunità scientifica mondiale innescando un contenzioso miliardario e gettando sul nostro Paese un’ulteriore ombra di inaffidabilità che dissuade possibili investitori internazionali.
Da non dimenticare che dopo la caducazione dei contratti collegati alla realizzazione del Ponte le risorse stabilite sono state distratte e trasferite nei cantieri della Genova-Milano dove già lavorano più di mille tecnici e operai e, negli espropri per l’Alta Velocità ferroviaria della Bari-Taranto.
Anche se è difficile tornare indietro, molto più utile, dal punto di vista trasportistico e ambientale, dei collegamenti autostradali è creare una rete in grado di connettere Augusta e Gioia Tauro con l’AV e l’AC ferroviarie, interrotte a Battipaglia dalla mancanza di volontà dei diversi Governi di ammodernare seriamente il tessuto infrastrutturale del Sud.
Oggi, di fronte al disastro imminente preannunziato dallo Svimez e dall’allarme lanciato da un numero crescente di economisti, non possiamo fare a meno di chiederci cosa avverrà alla chiusura dei cantieri autostradali della SA-RC, quando migliaia di lavoratori rimarranno senza prospettive concrete di nuova occupazione.
Crediamo che non sia opportuno dilapidare ben più di un miliardo di euro tra costi già sostenuti e penali da pagare, relegando in un angolo di magazzino un progetto già definitivo, ammirato in tutto il mondo.
Appare, invece, fondamentale unire le forze e definire in comune quale sia l’azione migliore per rilanciare l’economia nel nostro territorio, affinché il premier Renzi e il Ministro Alfano possano meditare sugli eccezionali benefici, che il complesso di opere indissolubilmente connesse all’attraversamento stabile dello Stretto di Messina possa procurare al nostro Paese.