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RC. Strangio (A Testa Alta per Reggio): "a rischio sospensione i lavori del Corso, danni incalcolabili al commercio”

RC. Strangio (A Testa Alta per Reggio): "a rischio sospensione i lavori del Corso, danni incalcolabili al commercio”
ReP
 

“Oramai è tutto chiaro e, se non verranno assunti provvedimenti urgenti e definitivi, si profila all’orizzonte uno lungo stop dei lavori sul Corso Garibaldi, con ingenti danni a carico dei commercianti che vi operano e della città intera”. A sostenerlo è l’Avv. Giuseppe Strangio, candidato al Consiglio comunale nella Lista “A Testa Alta per Reggio” con Falcomatà Sindaco.
“E’ infatti evidente – prosegue Strangio - che il Comune di Reggio ha aggiudicato un appalto che prevedeva di smantellare la preziosa pavimentazione originaria fatta di antiche basole laviche, sostituendola con prodotti moderni e industriali senza considerare che tali introvabili opere artigianali erano protette dallo Stato da un punto di vista paesaggistico e ambientale. E ciò in forza di un apposito Decreto ministeriale e del Codice dei Beni Culturali, essendo state realizzate e poste in opera ben oltre 70 anni fa”. La pavimentazione del Corso risale, infatti, agli anni della ricostruzione post-terremoto ed è stata completata negli anni ’30.
“Per questo la Sovrintendenza ai Beni Paesaggistici e Ambientali, nella persona della Dott.ssa Eichberg – chiarisce Strangio - verificata la gravità del rischio che incombeva sul Corso, è intervenuta ed ha chiesto al Comune di ripristinare le vecchie basole che nel frattempo erano state improvvidamente accatastate alla rinfusa e senza alcuna catalogazione in un piazzale nei pressi di Viale Aldo Moro, da alcuni definito una “discarica”. Inoltre, la Sovrintendenza ha chiesto che non si procedesse oltre alla rimozione delle basole laviche ma che ci si limitasse a togliere l’asfalto che copriva la vecchia pavimentazione che doveva essere restaurata e salvaguardata lì dove si trovava, rendendo il Corso bello come era 80 anni fa”.
“Il problema – continua Strangio - è che l’appalto che il Comune ha aggiudicato era completamente diverso. La ditta aggiudicataria doveva letteralmente demolire il Corso e costruirne uno nuovo con prodotti moderni. Le maestranze sino ad oggi hanno responsabilmente mantenuto un atteggiamento di grande collaborazione e diponibilità ma si trovano chiamate a realizzare un’opera completamente diversa da quella prevista, con grave dispendio economico anche per loro. Il guaio combinato sembra, pertanto, di proporzioni gigantesche”.
Alla luce di tutto questo, il rischio di un lungo stop dei lavori per mettere insieme nuovamente le tessere di un mosaico impazzito è molto concreto. Se tutto fosse filato liscio, i lavori si sarebbero completati non prima di un anno e mezzo. Ora i tempi sono letteralmente imprevedibili.
“A pagare il prezzo di questo inaccettabile ritardo – conclude Strangio - rischiano di essere come al solito i commercianti e i cittadini di Reggio. E mentre i medici studiano la cura, il malato muore! Per analoghe ragioni molti imprenditori di Via Filippini sono stati costretti a chiudere. Non vorremmo che la stessa sorte toccasse ora a quelli del Corso Garibaldi, colpiti da una crisi senza precedenti, che ora è ulteriormente aggravata da lavori devastanti, inopportuni oltre che estremamente dannosi. Per questo, la città tutta dovrebbe mobilitarsi e impedire l’ennesimo scempio”.