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LAMEZIA. NDR, sequestrati beni per 2mln ai Giampà

LAMEZIA. NDR, sequestrati beni per 2mln ai Giampà

La guardia di finanza di Lamezia Terme ha eseguito un'ordinanza di sequestro preventivo di numerosi beni appartenenti alla 'ndrangheta locale. Il provvedimento è stato emesso dal tribunale di Lamezia Terme, su richiesta della procura distrettuale antimafia di Catanzaro, articolata su informative della guardia di finanza. La misura patrimoniale è stata attuata nei confronti di un soggetto di spicco della locale cosca criminale denominata Giampà, di altre quindici persone fisiche (tra familiari e prestanome) e due società controllate dall'esponente mafioso a Lamezia Terme. Si tratta di un ulteriore sviluppo dell'operazione Perseo che lo scorso anno ha disarticolato l'organizzazione criminale.

Tra i numerosi beni sequestrati alla cosca Giampà di Lamezia Terme stamane dai finanzieri ve ne sono molti, anche di elevato pregio, intestati, oltre che a prestanome, anche a dei congiunti dell'imputato, formalmente estranei alle vicende penali che riguardano quest'ultimo. Il sequestro è stato disposto dal tribunale poichè trattasi di cose delle quali stanno fruendo i congiunti medesimi dell'imputato, nella consapevolezza che sono state acquisite con proventi di attività illecite condotte dal parente imputato. Un dato interessante che emerge è la mancanza di veicolazione, tra i sodali della cosca, di informazioni che riguardano investimenti o spese effettuate dai singoli. Anzi viene fuori la reciproca diffidenza tra gli affiliati a far conoscere le rispettive disponibilità accumulate e il loro impiego. Nessuna informazione utile in merito (salvo qualche mero indizio) è stata fornita dai vari collaboratori di giustizia, seppure gli stessi siano stati più volte escussi specificatamente sul punto, poiché effettivamente nessuno era in grado di fornire indicazioni sufficienti e utili all'individuazione dei beni e delle disponibilità finanziarie degli altri sodali. Tali cautele non sono risultate comunque sufficienti ad eludere le indagini ed evitare il sequestro da parte dei finanzieri, coordinati dalla magistratura.