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RC. Alessandro Nicolò su aeroporto dello Stretto

RC. Alessandro Nicolò su aeroporto dello Stretto
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“L’allarme lanciato dall’amministratore delegato della Sogas, Carlo Porcino, sul futuro dell’aeroporto di Reggio Calabria deve suscitare il massimo di attenzione nella politica e nelle istituzioni cittadine e regionali”.
Lo afferma in una dichiarazione il Vicepresidente del Consiglio regionale, Alessandro Nicolò.
“Le difficoltà finanziarie della Sogas – prosegue Nicolò – datano nel tempo, ma il presidente Porcino ha posto con assoluta chiarezza le condizioni per far uscire dalla crisi in tempi ragionevolmente brevi l’operatività del “Tito Minniti”. La società di gestione – prosegue Nicolò – è frutto di un accordo interistituzionale cui fanno parte non solo la Regione Calabria, ma anche la Provincia regionale di Messina, la Camera di Commercio, il Comune di Reggio. I ritardi con cui i sottoscrittori delle quote proprietarie versano i contributi alla Sogas è una delle cause fondamentali della precarietà che attraverso l’Aeroporto dello Stretto: a fronte di un debito – come ha reso noto Carlo Porcino – di 8,5 mln di euro, i soci della Sogas hanno finora omesso di versare capitali per circa 11 mln di euro. Una semplice operazione aritmetica tra entrate ed uscite – sottolinea Alessandro Nicolò – rende plasticamente efficace come l’aeroporto reggino si troverebbe con un surplus finanziario di notevole entità nel caso in cui i soci provvedessero immediatamente a ripianare le loro spettanze. Non solo il personale vivrebbe una situazione di migliori prospettive, ma si creerebbero le condizioni ottimali per nuovi investimenti di potenziamento del nostro aeroscalo. La questione più delicata però – prosegue Alessandro Nicolò – è il perdurante silenzio dell’Enac sulle limitazioni operative dello scalo che impediscono, nei fatti, il mancato raggiungimento del punto di pareggio operativo della Sogas. Con la rimodulazione delle limitazioni operative, infatti, si potrebbe facilmente tagliare il traguardo degli 850 mila passeggeri in transito all’anno, duecentomila in più degli attuali. Appare, peraltro, maggiormente incomprensibile l’atteggiamento di Enac poiché dal 2007, con fondi Cipe, proprio su sollecitazione dell’ente di Stato, sono stati erogati i fondi per la ristrutturazione dell’aerostazione. A questo punto, lo stallo che aleggia sul ‘Tito Minniti’ è veramente inspiegabile, tenuto conto, e concludo, che l’attuale società di gestione ha avviato un percorso di concertazione con le rappresentanze sindacali del personale aeroportuale con l’obiettivo di ricostruire un’organizzazione del lavoro che qualifichi ulteriormente il personale Sogas, utilizzando temporaneamente gli idonei strumenti di politiche del lavoro e di assistenza sociale per rimpinguare le motivazioni ed accrescere le professionalità di tutti i dipendenti che subiscono, primi fra tutti, i pericoli di una crisi immanente da cui, con impegno politico ed istituzionale si può uscire positivamente”.