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RC. Dacci una zampa: "saremo noi a citare la sig.ra Putortì per calunnia e diffamazione"

RC. Dacci una zampa: "saremo noi a citare la sig.ra Putortì per calunnia e diffamazione"
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"A fronte delle ingiustificate e ingiustificabili accuse che la signora Irene Putortì ha mosso nei nostri confronti, a tutela del nostro operato, della nostra lunga e riconosciuta esperienza in materia di recupero randagi, come della nostra personale onorabilità non possiamo che procedere ad una denuncia per diffamazione e calunnia, che sarà regolarmente depositata nelle prossime 24 ore". Non tardano a rispondere alle accuse della rappresentante legale dell'associazione Aratea, i volontari di Dacci una zampa, che non ci stanno ad essere additati come coloro "che hanno ostacolato le operazioni ed impedito all’Amministrazione di procedere alla consegna del canile", o ancora come "soggetti che stanno dimostrando di non avere a cuore il benessere degli animali, a danno della stessa città, con gravi diffamazioni e calunnie per la stessa associazione e per la mia persona", come affermato dalla Putortì in un comunicato stampa diffuso in giornata. "Presumiamo che siano i candidati alla carica di sindaco e di consigliere a rispondere alle infamanti accuse loro rivolte dalla signora Putortì. Da parte nostra, non possiamo che segnalare come sia curioso, se non paradossale, che la medesima signora - che a nessun titolo nella giornata di sabato si è presentata al canile di Mortara pretendendo di prendere in carico la struttura in nome di un'urgenza che nessun documento testimonia- oggi accusi noi di aver ostacolato la procedura". Al contrario - sottolineano dall'associazione - "siamo costretti a ricordare che se non fosse stato per Dacci una zampa, che dal luglio scorso ha richiamato l'attenzione sull'emergenza randagismo in città, probabilmente la pratica del canile di Mortara sarebbe rimasta a giacere negli archivi del dipartimento dove - come dimostra la richiesta di certificazione di agibilità della struttura a firma dell'architetto Macrì- si è arenata anni orsono". Eppure, segnalano dall'associazione, dopo anni di lassismo, a meno di venti giorni dall'appuntamento con le urne "una procedura dall'iter contestato va incontro a un puntuale e curioso dinamismo, che vorrebbe finire per rendere esecutiva un'assegnazione su cui pesano un ricorso al TAR, un ricorso in autotutela, una diffida tramite pec, un atto stragiudiziale di invito a diffida, nonché un'istanza di annullamento del bando". Ma - aggiungono i volontari - appare agli occhi dei più curiosa anche la scansione temporale dell'intera vicenda: "abbiamo iniziato ad occuparci dei cani che la cittadinanza, le forze dell'ordine ,l'Asp e la municipale hanno condotto al canile di Mortara a partire dal 7 luglio, l'agibilità è arrivata il 26, l'accatastamento poco dopo, perché solo il 10 ottobre - a vacanze estive concluse e a pochi giorni dalle elezioni- in fretta e furia si cerca di eseguire l'esito di gara prima della stipula del contratto?".Per di più, affermano da Dacci una zampa " non si comprende in nome di quale principio la dirigente pretenda di usurpare alla politica la soluzione di una questione che ha generato un dibattito tuttora aperto tanto tra le forze politiche che in meno di un mese saranno chiamate a gestire la città, come fra la popolazione".
Inoltre, spiegano da Dacci una zampa" come già in passato non possiamo che stupirci del rinnovato interesse per il canile della signora Putortì, che solo oggi chiede l'assegnazione di una struttura di cui sembra di essersi dimenticata per quasi due anni. Prima del luglio scorso infatti, non si ricordano nè pubbliche sollecitazioni, nè iniziative giudiziarie da parte della signora, volte a perfezionare l'assegnazione provvisoria ottenuta".
Per i volontari, sono queste le motivazioni che sabato mattina hanno spinto la cittadinanza che abitualmente frequenta il canile di Mortara a reagire a quella che tutti - alla luce di dati e circostanze ormai note- hanno interpretato come una forzatura. "La gente, non i volontari di Dacci una zampa, ha reagito al tentativo della dirigente comunale Stracuzza di rendere immediatamente esecutiva una determina che in nessun modo viene definita necessaria e urgente. Noi volontari, come sempre, ci stavamo semplicemente rendendo utili assistendo i cani che la cittadinanza negli ultimi mesi ha condotto a Mortara". Piuttosto, segnalano dall'associazione, chi ha dimostrato non poco nervosismo - come dimostrano i tanti video che ormai circolano sui social network- "è stata la stessa dirigente, la signora Putortì, inspiegabilmente presente insieme a una variegata claque, di sabato mattina al canile, come pure il comandante della polizia municipale".
Anche noi - segnalano infine i volontari - " auspichiamo un ripristino della legalità, perché come abbiamo segnalato in differenti esposti, denunce e atti giudiziari, sull'assegnazione del canile di Mortara gravano allo stato inquietanti ombre. Appare curioso infatti che una struttura possa essere stata assegnata in assenza del certificato di agibilità e del relativo accatastamento, dunque inesistente per la pubblica amministrazione, a un'associazione che fornisce servizi alla persona e non agli animali, rappresentata legalmente da un soggetto che in quegli stessi anni era cocopro della medesima amministrazione, alle dipendenze della dirigente Stracuzza, oggi a capo delle politiche ambientali, a quanto pare ansiosa di finalizzare le procedure per l'assegnazione del bando e l'esecuzione anticipata dello stesso". Allo stesso modo- concludono i volontari "auspichiamo che le autorità competenti possano appurare per quale motivo e in nome di quale norma, la dirigente Stracuzza abbia preferito prorogare convenzioni con strutture interdette per mafia, piuttosto che affidare - anche in via provvisoria- la gestione dei cani recuperati nel Comune di Reggio Calabria a una struttura pubblica e resa operativa da privati cittadini, che insieme ad un'associazione di volontari per mesi hanno gratuitamente fornito servizi che l'amministrazione ha "dimenticato" di dover prestare. Appare infatti curioso che la medesima dirigente, nel rinnovare la convenzione con il canile Happy Dog, abbia garantito l'assistenza per i 570 cani presenti nella struttura, ma abbia dimenticato i cani tutt'ora vaganti nel territorio. Circostanze che a nostro parere potrebbero configurare profili di maltrattamento animali, ma che saranno - auspicabilmente- le autorità competenti a verificare".