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CALABRIA. Federalberghi, il turismo non è crollato solo per i sacrifici personali degli operatori

CALABRIA. Federalberghi, il turismo non è crollato solo per i sacrifici personali degli operatori
"Se il turismo in Calabria, negli ultimi anni, ha
fatto registrare una certa tenuta, limitando crolli devastanti, lo si deve
soprattutto a una classe imprenditoriale, onesta e coraggiosa, che con fatica e
passione si adopera per mantenere alto il nome della regione in un momento cosi'
delicato per questo importante settore. Chi ha lavorato, lo ha fatto solo grazie
agli immani sforzi personali, proponendo grandi servizi a prezzi sottocosto". Lo
afferma, in una nota, Vittorio Caminiti, presidente di Federalberghi Calabria. "Voglio essere chiaro - prosegue - a chi deve
intendere intenda, la mia analisi, come presidente di Federalberghi Calabria, e' agli occhi di tutti. Siamo di fronte a una
situazione difficile, che coinvolge l'intero territorio italiano, ma ancora di
piu' la Calabria, terra abbandonata da tutti. I
dati sviluppati fino ad oggi, disegnano un comparto che, a livello nazionale,
segna il passo, con una continua flessione e con alcuni sporadici momenti di
piccola ripresa. Un trend similare si evidenzia riguardo al Mezzogiorno, dove
pero' l'area Calabria, pur avendo una enorme
potenzialita' di sviluppo costituito dal clima, dalle bellezze naturali, da
quelle monumentali e gastronomiche ed ora anche da quelle del turismo
crocieristico (che sembrava in forte crescita per la Calabria) in controtendenza, rispetto al resto del paese,
cavalca la crisi. Bisogna non aspettare oltre, il turismo calabrese va messo in
moto, e' un imperativo necessario per far uscire questa Amara Terra dalla grave
crisi economica, e soprattutto da quella esistenziale. Con l'identica
convinzione, bisogna che il governo nazionale vari una manovra fiscale che
abbassi l'Iva, consentendo cosi' l'aumento dei consumi nel settore, gli
investimenti e l'occupazione, evitando l'aumento della recessione. Secondo gli
esperti, urgono misure concrete e immediate, prima che quel minimo di argini,
posti a contenimento della crisi, crollino. Quindi, urge che il neo governo
regionale, la direzione generale dell'assessorato al turismo, in tempi di grande
forza della comunicazione multimediale e globale, si attivi pesantemente,
affinche' l'informazione che rappresenta uno dei principali motori del turismo,
settore che vive di immagini, contenuti e proposte, venga veicolata la bella
Calabria verso l'esterno. Il bilancio regionale
deve prevedere una forte azione promozionale per una delle regioni meno
conosciute dagli Italiani". "Manca quindi un anello importantissimo - conclude
Caminiti - per lo sviluppo del comparto calabrese, che si tiene a galla con
difficolta'. Bisogna pensare oltre il mare e le spiagge. In Calabria il turismo, che e' quasi esclusivamente di
balneazione, si concentra nei venti giorni a cavallo di ferragosto e proviene,
in gran parte, dalle regioni limitrofe, per cui conoscenza del territorio e
spostamenti sono favoriti dalla vicinanza. Fatto che nell'era del villaggio
globale non dovrebbe esistere e che la dice lunga sullo stato delle cose".