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LAMEZIA. The Cult of Fluxus per la Rassegna RICRII XII

LAMEZIA. The Cult of Fluxus per la Rassegna RICRII XII
ReP

The Cult of fluxus
13.12. h.21 Teatro Umberto Lamezia Terme per RICRII 12

Dopo il successo del 27 novembre con "Orapronobis" dietro la regia di Rino Marino e la straordinaria interpretazione di Fabrizio Ferracane ( Anime Nere) la Rassegna RICRII XII curata da Scenari Visibili prosegue, per il secondo appuntamento, sabato 13 dicembre h. 21 con "The Cult of Fluxus" presso il Teatro Umberto di Lamezia Terme.

Flussi di coscienza che scendono giù vorticando e svuotandosi come quando togli il tappo ad una vasca piena d’acqua. Giochi di parole, ironia, pensieri in metrica, suoni elettronici, loop ossessivi, disturbi acustici.
The Cult of Fluxus è narrazione frammentata, parola detta a voce piena, parola urlata, straziata, distorta, che si fonde e confonde con la ricerca di linee melodiche di matrice soul. Performance aperta all'improvvisazione e al cambio rapido di coordinate sonore.
Voci: Flavia Lisotti e Ernesto Orrico
Loop e potenziometri: Mattia Argieri

Rockit, recensione di Letizia Bognanni, 9/9/2014
http://www.rockit.it/recensione/25946/thecultoffluxus-the-cult-of-fluxus
Forse sono vittima della società dell’immagine, ma non riesco proprio a non pensare che qui mancano dei visual. Ascolto il disco e mi sembra di sentire delle sonorizzazioni senza l’oggetto sonorizzato. In attesa o nella speranza quindi che qualcuno aggiunga agli scritti, alla voce e ai suoni anche delle immagini – si tratta pur sempre di un progetto multimediale – non mi resta che provare a formarmele in testa, le immagini, ad ascoltare come se fossi in una stanza buia di fronte a uno schermo, oppure a un attore, un artista, un ballerino che danno vita a delle performance. Le quali ricorderanno sicuramente – e banalmente, perdonate la mancanza di fantasia – l’arte e le sperimentazioni degli anni sessanta – riferimento scontato, ribadisco, ma non si citerà mica il Fluxus così per caso?
I testi recitati dall’attore-regista Ernesto Orrico sono flash di osservazione e denuncia, flussi di parole e giochi con la cultura alta e la cultura pop, stranianti come i suoni minimali, apocalittici, futuristici, vintage, concreti o immaginifici di cui musicisti delle più varie estrazioni li hanno vestiti – o spogliati – e andrebbero affrontati in un ambiente adatto che difficilmente, almeno per chi tende a distrarsi, possono essere la casa e le casse del computer. A meno che non si spengano tutte le luci e ci si trasporti in un teatro mentale.