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REGGIO. Caso Scajola: contestata aggravante mafiosa a Chiara Rizzo, Politi e alla segretaria di Scajola

REGGIO. Caso Scajola: contestata aggravante mafiosa a Chiara Rizzo, Politi e alla segretaria di Scajola

Il Pm della Dda di Reggio Giuseppe Lombardo, ha contestato l'aggravante mafiosa nei confronti di Chiara Rizzo, moglie dell'armatore Amedeo Matacena; di Martino Politi, indicato come il factotum di Matacena e Roberta Sacco, l'ex segretaria dell'ex ministro Claudio Scajola. La contestazione e' avvenuta stamane nell'udienza del processo con rito abbreviato in corso davanti al Gup di Reggio, Adriana Trapani.

Chiara Rizzo, Martino Politi e Roberta Sacco sono accusati di aver tentato di schermare le aziende di Amedeo Matacena, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, e di aver tentato di procurare la mancata esecuzione della pena nei confronti dell'ex parlamentare di Forza Italia che da tempo si trova a Dubai. La modifica del capo d'imputazione e la contestazione dell'aggravante mafiosa, secondo quanto ha riferito il Pm in aula, si rende necessaria dopo una serie di approfondimenti investigativi relativi alla gestione della società Cogem, controllata da Chiara Rizzo e dal marito Amedeo Matacena. La Cogem, secondo quanto hanno accertato gli agenti della Dia, si sarebbe accaparrata i principali appalti pubblici a Reggio. Al termine dell'intervento del pubblico ministero il giudice per le udienze preliminari, Adriana Trapani, ha rinviato il processo al 18 dicembre prossimo. Durante l'udienza di stamane Chiara Rizzo non era presente in aula.