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REGGIO.Mons. Morosini sulla "Giornata del migrante e del rifugiato"

REGGIO.Mons. Morosini sulla "Giornata del migrante e del rifugiato"

La prima “Giornata dell’Emigrante” risale al 1914, ai tempi di San Pio X, quando l’esodo dei nostri connazionali oltralpe ed oltreoceano aveva sorpassato in pochi decenni i 14 milioni di persone con un rapido crescendo che nel 1913 ha toccato il vertice di 872.000 espatri e che solo la prima guerra mondiale ha interrotto per qualche anno.

Dunque è più di un secolo che si celebra questa giornata, con la duplice variante che negli ultimi decenni da nazionale è diventata mondiale ed ha visto prevalere sugli emigranti economici i profughi e i richiedenti asilo, quelli cioè che fuggono dalle loro terre devastate da guerre e da sconvolgimenti sociali per istinto di sopravvivenza, per avere salva la vita e le fondamentali libertà: ecco perché ora si parla di “Giornata del migrante e del rifugiato”.

Per l’occasione il Papa fin dal 1985 è solito inviare un Messaggio che quest’anno ha come tema specifico: “Chiesa oltre ogni frontiera, Madre di tutti”. Egli pertanto si rivolge direttamente ai Figli della Chiesa, ma sollecitando la loro coscienza cattolica cioè universale ad estendere lo sguardo di benevolenza e di condivisione a tutti i migranti, che invece sono direttamente coinvolti in altre celebrazioni in ambito ecclesiale, come il Natale multietnico e la Festa dei Popoli.

Anche Mons. Morosini, Arcivescovo di Reggio Calabria – Bova, ha indirizzato a tutti i fedeli un breve messaggio per focalizzare meglio gli obiettivi e il senso della Giornata. “Questo evento”, spiega Mons. Morosini “impegna tutta la Chiesa in questo particolare momento storico, nel quale stiamo assistendo a un esodo infinito di gente che abbandona la propria terra nativa in cerca di pace e tranquillità presso altre terre, spesso così diverse per geografia e per cultura”. In Calabria - continua - “abbiamo un particolare motivo per dare rilievo a questa giornata. Tanti nostri conterranei, spesso parenti e amici (superano il 19% della popolazione globale) ancora con passaporto italiano, vivono oltralpe e oltre oceano, emigrati in quelle terre in cerca di stabilità economica e sociale”.

Tanti altri, specialmente giovani, stanno partendo in questi mesi, “e questo è un dramma ancora maggiore”. Guardando ai recenti immigrati, Morosini ringrazia le “tante forze vive della società civile e delle nostre comunità cristiane che si sono prestate efficacemente per lenire i disagi e le sofferenze di questa povera gente di ogni razza e religione, con sentimenti di profonda condivisione e fraternità”, senza dimenticare la vicinanza ai “tanti altri immigrati, che da tempo vivono tra noi in stato di acuta precarietà”.

L'Arcivescovo Morosini, proprio domenica 18, celebrerà la Messa alle ore 17.00 nella Chiesa di S. Agostino, dove è attivo uno straordinario servizio di pastorale per tutti i migranti e i rifugiati, grazie al dedito impegno dei padri Scalabriniani. Per l'occasione arriverà da Lampedusa la croce di legno costruita con i rottami dei barconi che sono andati a sbattere contro le scogliere dell’isola; la croce sarà benedetta dall’Arcivescovo al suo ingresso nella chiesa e rimarrà esposta nella Chiesa per tutto l’anno, a richiamo delle dure realtà che i migranti stanno attraversando. Dopo la celebrazione, verso le 18.30, un gruppo di studenti dei Liceo scientifico Leonardo Da Vinci ripeteranno presso il Dopolavoro Ferroviario (via Nino Bixio 44) lo spettacolo che prima di Natale hanno presentato con notevole successo al Teatro Cipresseto, dal titolo: “Ero straniero e mi avete accolto”.

Al mattino in Piazza Duomo sarà allestita, dalle 9.30 alle 13.00, la “Cittadella del migrante”, una mostra illustrativa delle tante situazioni spesso di acuto disagio degli immigrati e profughi che sono tra di noi nonché di altre forme di precarietà cui cercano di venire incontro all’insegna della piena gratuità molteplici associazioni diocesane; esse allestiranno nella piazza un loro gazebo, dove entrare in dialogo con i visitatori, per far conoscere qualcosa di più sullo spirito che li anima e le attività in cui sono impegnati. Nella piazza allieterà il tutto l’Orchestra giovanile dello Stretto.