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Nesci e Parentela (M5S) interrogano il governo su paralisi sanità calabrese

Nesci e Parentela (M5S) interrogano il governo su paralisi sanità calabrese
ReP

«L'assenza del commissario per il rientro dal debito sanitario della Calabria sta creando danni enormi, nel silenzio generale». L'hanno evidenziato, in una seconda interrogazione al governo, i deputati M5s Dalila Nesci e Paolo Parentela, che nell'atto parlamentare hanno denunciato la chiusura temporanea delle sale operatorie all’ospedale di Acri (Cosenza) “Beato Angelo”, dovuta alla mancanza di un elettricista nella pianta organica.
I due parlamentari Cinque stelle hanno poi illustrato con altri casi concreti, a partire dal diritto ad un punto di emergenza nella valle del Savuto, «il gravissimo vuoto in corso nella gestione della sanità calabrese», che – hanno scritto nell'interrogazione – «ha paralizzato l'attuazione del piano di rientro dal debito sanitario calabrese e determinato una paralisi generale rispetto alla riorganizzazione dei servizi». «A titolo di esempio – hanno sottolineato i due deputati – ricordiamo anche la vicenda dei 41 lavoratori ex Obiettivo Lavoro, già in servizio presso strutture dell'Asp di Cosenza, i quali, benché aventi diritto a nuova assunzione, sono da mesi in attesa di specifiche comunicazioni aziendali, come già rappresentato al prefetto di Cosenza».
«È necessario – concludono Nesci e Parentela – che venga nominato subito il commissario per il piano di rientro, perché adesso non ci sono le condizioni, in Calabria, per garantire pienamente il diritto alla salute previsto in Costituzione».