Direttore: Aldo Varano    

Regione. Consigliere Mangialavori (CdL) su apicoltura

Regione. Consigliere Mangialavori (CdL) su apicoltura
ReP
  
“Un’interrogazione con richiesta di risposta scritta indirizzata al presidente della Giunta al fine di conoscere se l’amministrazione regionale intenda dare priorità nell’agenda di governo alla tutela reale degli apicoltori”.
L’ha presentata il consigliere regionale Giuseppe Mangialavori (CdL) che spiega: “Tale tutela, concretamente, andrebbe esercitata mediante un sollecito - da parte della Giunta - alla parziale sospensione del decreto numero 94, emesso il 19 settembre 2014 dal presidente della Giunta regionale. I fatti. Il 5 settembre 2014 è stato individuato nell’area di Gioia Tauro, il coleottero Aethina Tumida. In seguito a tale evento, il ministero della Salute ha ‘suggerito’ alla Regione Calabria, le iniziative da adottare. E così, con decreto numero 94 del 19 settembre 2014, il Presidente della Giunta regionale ha prescritto una serie di misure per controllare gli allevamenti apistici”.
Mangialavori fa presente: “Due le disposizioni contestate dagli apicoltori, con argomentate contestazioni. La prima, prevede che in caso di rilevamento dell’Aethina Tumida si proceda alla distruzione non solo dell’arnia interessata a tale presenza, ma dell’intero apiario. La seconda, è quella che limita la capacità di movimentazione degli apicoltori e di conseguenza la loro attività”.
“Il provvedimento regionale - ricorda ancora - è stato impugnato dagli Apicoltori presso il Tar della Regione Calabria, sede di Catanzaro, il quale, rilevata la drasticità della misura adottata dall’amministrazione regionale ha chiesto approfondimenti a sostegno di essa al Ministero della Salute. La causa è stata così rinviata al 19 febbraio 2015”.
Secondo Mangialavori: “I danni causati da tale situazione sono già rilevanti ed hanno duplice valenza. Innanzitutto minano la salvaguardia dell’eco-sistema. Le api, infatti, assolvono a una funzione fondamentale per l’impollinazione e quindi per la frutta, la verdura e l’erba medica di cui si nutrono gli allevamenti di bestiame. In secondo luogo compromettono l’unico settore della zootecnia che non registra flessioni e anzi nel recente passato ha manifestato segnali di crescita. A tale proposito, vale la pena sottolineare che il settore dell’apicoltura calabrese coinvolge circa 450 aziende e 1200 lavoratori (80 mila gli alveari presenti in regione). Vi è poi da aggiungere che secondo gli studi della categoria, l’insetto non è dannoso per l’uomo e nei Paesi (Usa, Sud Africa, Australia, Costarica, Canada) dove vive ormai da anni è tenuto sotto controllo dagli apicoltori”.
“Alla luce di quanto sopra riferito, è stato chiesto alla Giunta se intenda avviare un’attività politico-amministrativa finalizzata alla parziale sospensione dell’ordinanza, in via di autotutela, in attesa di una definitiva pronuncia da parte dell’Autorità giudiziaria amministrativa. La sospensione, dunque - conclude il consigliere regionale - inciderebbe solo su due punti: distruzione della sola arnia dove è attestata la presenza del parassita (anziché dell’intero sistema apiario) e libertà di movimentazione degli apicoltori per svolgere a pieno regime la loro attività”.
ll