Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Dsm, incendiata l’auto di Polito. Zoccali: “colpito tutto il Dipartimento”

REGGIO. Dsm, incendiata l’auto di Polito. Zoccali: “colpito tutto il Dipartimento”
ReP
 

Il direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Reggio Calabria, dottore Michele Zoccali, esprime solidarietà al collega Francesco Polito, responsabile dei servizi riabilitativi del DSM, per l’attentato subito nel corso della sera di giovedì in cui è stata data alle fiamme la sua autovettura.
“Si tratta di un gesto vile - dichiara Zoccali in una nota stampa – che colpisce al cuore l’intero dipartimento e che non vogliamo che passi inosservato. Non è la prima volta che Polito è vittima di minacce e intimidazioni, tutte regolarmente denunciate con dovizia di dettagli. Ci auguriamo che presto sia fatta luce sugli eventi che lo hanno interessato”.
“Il fatto che Polito – prosegue Zoccali - sia già stato al centro delle attenzioni di persone tuttora ignote, infastidite probabilmente dai cambiamenti che da anni interessano il Dipartimento di Salute Mentale, denota le grandi qualità professionali del collega che ha, in tanti anni di attività, portato avanti insieme a tutto lo staff il suo lavoro con competenza e dedizione, senza risparmiarsi e soprattutto cercando di dialogare con le diverse parti coinvolte, nel tentativo di individuare le soluzioni più appropriate per soddisfare le esigenze dei dipendenti, del Dipartimento e dell’Ente Regionale”.
“L’atto intimidatorio di giovedì sera – dichiara ancora – è riconducibile a tutti i cambiamenti ai quali questo Dipartimento ha sottoposto l’intero settore della psichiatria reggina che, dopo tanti anni di immobilismo, è ancora in fase di sviluppo ed ammodernamento. Non intendiamo indietreggiare di un passo rispetto a quanto abbiamo fatto e rispetto ai nostri progetti futuri”.
“Intendo pertanto esprimere piena solidarietà al dottore Polito – conclude - nella consapevolezza che quanto accaduto non solo coinvolge l’intero Dipartimento, ma che chiama ciascuno di noi ad una presa di responsabilità nei confronti del collega e della dignità del nostro operato”.