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CATANZARO. Polemica su "Area Vasta" Bruno replica a Grandinetti

CATANZARO. Polemica su "Area Vasta" Bruno replica a Grandinetti

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“Rispondo alle affermazioni rilasciate dal presidente del consiglio comunale di Lamezia Terme, Francesco Grandinetti, sull’Area Vasta dei Due Mari non per alimentare sterili polemiche ma per fare chiarezza, principalmente dovuta a tutti i cittadini degli 80 Comuni che costituiscono la Provincia di Catanzaro in via di trasformazione. Un chiarimento, il mio, che intendo articolare prima di tutto evidenziando la stima che nutro nei confronti dell’amico Grandinetti”. E’ quanto afferma il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, in risposta alle affermazioni del presidente del consiglio comunale di Lamezia Terme, Francesco Grandinetti, sull’Area Vasta dell’area centrale della Calabria. “La legge 56/2014, meglio nota come riforma Delrio, rappresenta l’ultimo tentativo di riorganizzazione del cosiddetto “livello intermedio” di governo del territorio. Il principale obiettivo – afferma il presidente Bruno - dovrebbe essere quello di un’efficienza del sistema di governo locale, incidendo sul livello intermedio o “di Area Vasta”, quello cioè che si colloca tra Comune e Regione. Dal punto di vista giuridico, l’articolo 1 comma 3 della legge 56/2014 definisce espressamente la Provincia come “Ente territoriale di Area Vasta” e, al comma 87, ribadisce che le funzioni fondamentali sono esercitate dalla Provincia “quali enti con funzioni di Area Vasta”. Al contempo, però, lo stesso articolo 1, al comma 57, prevede che gli Statuti possano prevedere “zone omogenee per specifiche funzioni, con organismi di coordinamento collegati agli organi provinciali”. Nella legge di riforma è, dunque, ben presente la consapevolezza che la dimensione di “Area Vasta”, che è quella propria e tipica per l’esercizio delle funzioni fondamentali, non esclude, anzi si integra, con la previsione di “zone omogenee” di interesse per funzioni specifiche. Occorre, tuttavia, riconoscere con serenità che le due dimensioni possono tra loro coesistere, senza creare inutili tensioni e torsioni localistiche, soltanto se e nella misura in cui la Provincia riesca ad esercitare la sua missione fondamentale: valorizzare il territorio entro un contesto unitario, conciliando sviluppo e tutela e facendosi carico di attività di coordinamento verso i Comuni e di un’opera di mediazione tra i diversi interessi in campo”.“Della Provincia di Catanzaro come “ente territoriale di area vasta dotato di autonomia normativa, amministrativa e finanziaria, secondo i principi fissati dalla Costituzione”, quindi, parla l’articolo 1 del nuovo Statuto, approvato dal consiglio provinciale nella versione che sarà sottoposta all’assemblea degli 80 Comuni della Provincia. Il comma 4 dell’articolo 1 dello Statuto, come abbiamo già ricordato nei giorni scorsi anticipando anche la convocazione dell’assemblea dei sindaci (organismo legittimato ad esprimersi in questo contesto) con all’ordine del giorno la costituzione dell’Area Vasta, recita: “Per promozione e sviluppo del territorio, la gestione delle politiche pubbliche e per l’esercizio delle relative funzioni viene individuata nell’Area Vasta del territorio omogeneo dell’istmo Catanzaro-Lamezia di interesse strategico regionale. L’obiettivo dell’Area Vasta – dice ancora Bruno - è quello di creare nel medio e lungo termine un’unica città integrata nel suo territorio quale città dell’istmo che comprende: i poli urbani di Catanzaro e Lamezia; gli 80 Comuni compresi tra le direttrici Catanzaro-Lamezia e quelli della cosiddetta area gravitazionale delle due città, in un progetto integrato che colleghi il territorio ionico con quello tirrenico”. L’Area Vasta dei Due Mari, con un bacino di popolazione di 363.979 abitanti, ha la finalità principale di rafforzare e consolidare le funzioni di eccellenza già esistenti e di assumere le funzioni previste dalle città metropolitane”.Un progetto, quello relativo alla creazione dell’Area Vasta Dei Due Mari, a fondamento del programma politico-amministrazione di “Aggregazione democratica”, la coalizione che mi ha eletto e di cui Grandinetti è parte integrante e che il presidente del consiglio comunale di Lamezia Terme ha sottoscritto anche nella parte che recita: “La provincia di Catanzaro capoluogo di regione e sede dell’Università Magna Grecia, della Cittadella regionale che già rappresenta un segno tangibile della centralità funzionale e amministrativa di questa area, con Lamezia Terme, cuore dei trasporti e della logistica regionale, su strada, ferro, ed aerea, situati al centro della regione, deve assumersi la responsabilità storica di riorganizzare il Territorio su due poli, Catanzaro e Lamezia Terme, che non siano centri burocratici ma l’asse dello sviluppo del territorio (agricoltura, turismo, cultura, sanità debbono essere i capisaldi da cui partire) ed alla creazione di posti di lavoro diventando modello per l’intera regione. Va realizzato un piano che si sviluppi tra i due Mari, che tenga conto del Tirreno e dello Jonio abbracciando tutti gli ottanta comuni della provincia in un progetto baricentrico attorno all’asse Catanzaro-Lamezia."L’idea di Area Vasta dei Due Mari come aggregazione territoriale e, quindi, progetto di crescita economica e sociale per tutti i Comuni afferenti, è a fondamento dell’identità della nuova Provincia che l’amministrazione provinciale in carica, chiamata all’onere di traghettare l’Ente verso il suo futuro, sta quotidianamente costruendo. E il rilancio dell’idea di un progetto di legge per Catanzaro capoluogo, vista la sua ubicazione nei confini della nostra provincia, rientra perfettamente nella logica di un rafforzamento dell’area centrale della Calabria nella sua funzione direzionale a servizio di tutta la regione, che si sviluppa proprio lungo l’asse individuato dell’area dei Due Mari, Catanzaro-Lamezia – conclude il presidente Bruno -. Vale forse la pena ripetere ancora una volta le parole di un rapporto del Censis elaborato durante il periodo di gestazione della riforma Delrio: “Quelli delle Province non sono confini arbitrari, semplici tratti di penna su una carta geografica sui quali si sono apposti confini amministrativi; è all’interno del perimetro provinciale che si costruiscono la maggior parte delle relazioni con valenza socio-economica; è dentro il perimetro provinciale che si organizza la vita dei cittadini”.