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DIAMANTE (CS). Il 16 Febbraio Luca De Filippo con "Sogno di una notte di mezza sbornia"

DIAMANTE (CS). Il 16 Febbraio Luca De Filippo con "Sogno di una notte di mezza sbornia"
Quello che è davvero un grande evento teatrale caratterizzerà il secondo appuntamento della stagione 2015 del Cineteatro Vittoria di Diamante: Luca De Filippo, porterà in scena,   lunedì 16 febbraio 2015 alle ore 21,30, una delle commedie più divertenti scritte dal padre Edoardo nel 1936, “Sogno di una notte di mezza sbornia. La Stagione Teatrale 2015 del Cineteatro Vittoria è presentata dall’Amministrazione comunale di Diamante ed è realizzata in collaborazione con l’Associazione Teatro e Dintorni e con il fondamentale supporto dell’Associazione “Ilgrilloparlante”. Lo spettacolo che andrà in scena lunedì è, come detto, di Eduardo De Filippo, liberamente tratto dalla commedia “La Fortuna si diverte" di Athos Setti con Luca De Filippo, e con Carolina Rosi, Nicola Di Pinto, Massimo De Matteo e (in o.a.) Giovanni Allocca, Carmen Annibale, Gianni Cannavacciuolo, Viola Forestiero, Paola Fulciniti. La regia è di Armando Pugliese.
Sogno di una notte di mezza sbornia
Dopo il lavoro degli ultimi anni, durante i quali è stato realizzato un puntuale approfondimento sulla drammaturgia di Eduardo del primo dopoguerra, con “Sogno di una notte di mezza sbornia” la Compagnia di Teatro di Luca De Filippo propone un nuovo progetto, questa volta specificatamente tematico, sui testi di Eduardo, in un percorso che porterà successivamente all’allestimento di “Non ti pago”, che lo stesso Eduardo definisce “una commedia molto comica che secondo me è la più tragica che io abbia scritto” . Infatti “Sogno di una notte di mezza sbornia” - scritta da Eduardo nel 1936- ne è il prologo naturale: si parla di sogni, vincite al lotto, superstizioni e credenze popolari di un’ umanità dolente, che solo in questo modo ha la capacità di pensare a un futuro migliore per sopravvivere al proprio presente. Questa commedia fu tratta da “La fortuna si diverte”, scritta da Athos Setti nel 1933 per la scena toscana; fu poi rappresentata nel 1934 da Ettore Petrolini in romanesco con il titolo “La fortuna di Cecè” e da Angelo Musco in siciliano come “La Profezia di Dante” per arrivare nel ’37 al Teatro Umoristico dei De Filippo col titolo e l’adattamento che conosciamo, con numerose riprese durante le varie stagioni dato lo straordinario successo riscontrato. La commedia fu valutata dalle recensioni dell’epoca tra le più esilaranti che la compagnia Umoristica "I De Filippo" abbia mai messo in scena.
“…Attraverso questo lavoro Eduardo ha l’opportunità di indagare profondamente sui linguaggi, le forme, i ritmi teatrali, […] di fare propria una commedia scritta da altri restituendo alla collettività teatrale la sua identità di artista e di creatore.” (R. De Simone)
Utilizzando lo stile comico, a volte grottesco fino a pervenire alla farsa, Eduardo combina la forma della classica e antica tradizione teatrale napoletana con le tematiche che saranno sviluppate appieno nelle sue commedie successive. Al centro di “Sogno di una notte di mezza sbornia” c’è dunque il popolare gioco del lotto, dove però qui la scommessa si pone fra la vita e la morte e i rapporti sono fra il mondo dei vivi e il mondo dei morti. Nello sviluppo della commedia è inoltre presenza sostanziale la comunità dei familiari e degli amici, stretta intorno al protagonista ed al suo dramma forse più per egoistico interesse personale che per solidarietà e sostegno, una comunità grazie alla quale Eduardo può declinare il carattere corale e sfaccettato della sua drammaturgia. E poi, soprattutto, c’è il finale che non chiude, ma rilancia una sorpresa che non si consuma mai, fra gioco dell’esistenza e gioco della scena. Ancora una volta Eduardo, in modo ironico e intelligente, pungente e raffinato, ci propone un'occasione di riflessione sul nostro modo di stare al mondo.
La trama

A Pasquale Grifone, un povero facchino, piace alzare il gomito e quando beve fa sogni strani, così da ricevere la “visita” di Dante Alighieri, del quale gli era stato regalato un busto in gesso. Il Poeta suggerisce all’uomo quattro numeri da giocare al lotto, sottolineando però che essi rappresentano anche la data e l’ora della sua morte. Di lì a poco, la quaterna esce e Pasquale vince una forte somma di denaro; la famiglia si adatta prestissimo alle nuove condizioni e nessuno si preoccupa della crescente disperazione del povero Pasquale, terrorizzato dalla sua "imminente" morte, cercano anzi di convincerlo del fatto che si tratti solo di una sciocca superstizione. Il giorno annunciato però la famiglia si veste a lutto: tutti, ormai, sono convinti che quelli siano gli ultimi momenti di vita dell’uomo ma quando il pericolo sembra ormai scongiurato un colpo di scena riapre il gioco.

Luca De Filippo

Regista. Figlio del grande Eduardo De Filippo e della cantante e attrice Thea Prandi, nipote di Eduardo Scarpetta. Esordì nel 1956, a soli otto anni, nel ruolo di Peppeniello in “Miseria e nobiltà” (scritta dal nonno, diretta dal padre). Nel 1968 debuttò ne Il figlio di Pulcinella di Eduardo. Da quel momento iniziò un’intensissima attività teatrale. Sotto la regia del padre apparve in teatro e televisione, tra l’altro, ne “Il contratto”, “Sabato, domenica, lunedì”, “Filumena Marturano”, “Non ti pago”, “Il Sindaco del rione Sanità” e negli altri grandi testi che costituiscono il repertorio di Eduardo. Ha portato in scena anche Pirandello (“Berretto a sonagli”), Gino Rocca (“Scorzetta di limone”), Scarpetta (“Cani e gatti”, “Lu curaggio de nu pumpiero napulitano”). Numerose anche le apparizioni cinematografiche e televisive. Ha interpretato il padre di Silvio in “Come te nessuno mai” di Gabriele Muccino (1999) e nel 2012 è Armando, il padre di Gemma, in “Venuto al Mondo” di Sergio Castellitto (tratto dal libro omonimo di Margaret Mazzantini). Nel 1981 fondò una propria compagnia teatrale, la Elledieffe, con cui ha affrontato buona parte delle commedie paterne e degli Scarpetta e anche un Tartufo di Molière. Attento anche al repertorio contemporaneo: nella stagione teatrale 1990-91 interpretò “La casa al mare” di Vincenzo Cerami, nel 1992-93 “Tutto sà” e “Che bestia” (regia di Benno Besson), nel 1993-94 “L’esibizionista” (testo e regia di Lina Wertmüller), nel 1997 L’amante di Harold Pinter (con Anna Galiena, regia di Andrée Ruth Shammah), nel 1999-2000 Il suicida (libero adattamento di Michele Serra da Nicolaj Erdman, regia di Armando Pugliese), nel 2001-02 Aspettando Godot di Samuel Beckett di cui curò anche la regia, e, in collaborazione con il Teatro Franco Parenti di Milano, fu regista di Resisté di Indro Montanelli. Nel 2002-03 interpretò La palla al piede di Georges Feydeau curandone con Carolina Rosi la traduzione e l’adattamento del testo. Nella stagione teatrale 2013-14 dirige e interpreta “La grande magia” e recita in “Sogno di una notte di mezza sbornia” (regia di Armando Pugliese), entrambi di Eduardo De Filippo.