Direttore: Aldo Varano    

LAMEZIA (CZ). LameziaInsieme: "aboliamo tutte le fondazioni regionali, incentivare l'autoimpreditorialità"

LAMEZIA (CZ). LameziaInsieme: "aboliamo tutte le fondazioni regionali, incentivare l'autoimpreditorialità"
Società partecipate, fondazioni, enti subregionali hanno rappresentato in questi anni un macigno che ha ostacolato pesantemente lo sviluppo della nostra regione, un sistema opaco che ha tenuto sotto scacco tanti giovani generando spreco di denaro pubblico e senza produrre alcun risultato concreto. Il nostro movimento sostiene l’abolizione di tutte le fondazioni regionali e si oppone con convinzione a un sistema balzato sulle cronache nazionali come “lo scandalo calabrese”; come l’emblema negativo di una regione in cui, mentre un giovane su due è disoccupato e tanti sono ancora costretti ad emigrare, si moltiplicano gli incarichi, le consulenze, gli stipendi a 5 e 6 zeri a favore di pochi”. Così in una nota il movimento politico “Lamezia Insieme” che sostiene la candidatura a sindaco di Rosario Piccioni “Le fondazioni vanno abolite – spiegano – innanzitutto per una ragione di razionalizzazione ed efficienza nella gestione della cosa pubblica: non ha senso, come nel caso delle politiche sociali, moltiplicare e disperdere risorse e competenze che spetterebbero ai singoli comuni; non ha senso, come nel caso della promozione culturale, mettere in piedi strutture che altro non sono se non “duplicati” degli assessorati e dei dipartimenti competenti. Vanno abolite per lo scempio etico  e politico prodotto in questi anni che, in particolare nella nostra città alle ultime elezioni regionali, si è manifestato ai massimi livelli: un gigantesco mercato politico – elettorale in cui l’incarico in fondazione diventa strumento per garantire il voto a questo o a quell’uomo politico, in un meccanismo perverso che lega il destino professionale di una persona al destino elettorale di un politico.  E infine vanno abolite perché sono strumenti di un sistema che alimenta precariato e clientele, che non offre prospettive occupazionali durature e i cui risultati per la collettività sono pressoché nulli. Un sistema che ha portato tanti giovani professionisti della nostra città – che dovrebbero rappresentare l’anima della classe dirigente lametina – a piegarsi a logiche funzionali agli interessi elettorali di questo o quel politico. Come movimento consideriamo tutto questo sistema inaccettabile: ci auguriamo che l’attuale giunta regionale possa smontarlo in maniera definitiva e che, come accaduto alle ultime regionali e riportato da autorevoli organi di informazione nazionali, non inquini anche il voto delle prossime elezioni comunali della nostra città”.“Da parte nostra ribadiamo il massimo rispetto per le singole persone che, in alcuni casi anche per necessità economiche, hanno collaborato con fondazioni e società partecipate – concludono – ma riteniamo che non sia questa la modalità giusta per creare lavoro stabile e duraturo. Nella nostra piattaforma programmatica per la città, abbiamo affrontato il tema del lavoro individuando tra le possibili soluzioni il sostegno alla costituzione di cooperative di giovani, accreditate dal Comune con metodi trasparenti, che riescano ad organizzare un sistema di valorizzazione e promozione turistica del patrimonio culturale lametino. Pensiamo  a un futuro per i giovani di Lamezia che non sia con “la schiena piegata” al politico di turno. Per questo le parole chiave del nostro programma sono sostegno all’autoimprenditorialità, collaborazione virtuosa tra pubblico e privato, valorizzazione delle risorse naturali e culturali del territorio partendo dal protagonismo degli stessi cittadini. Una prospettiva di sviluppo per Lamezia si può costruire partendo da quello che già c’è: dalle competenze e dalle professionalità di tanti giovani, dal suo patrimonio storico-architettonico, dalle tante attività commerciali e proposte culturali cresciute in questi anni. Non c’è bisogno di altro, non c’è bisogno di carrozzoni”.