Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. "La poesia della Passione" è il tema dell'incontro promosso dall'Anassilaos

REGGIO. "La poesia della Passione" è il tema dell'incontro promosso dall'Anassilaos
“La poesia della Passione” è il tema dell’incontro, promosso dall’Associazione Culturale Anassilaos che si terrà martedì 31 marzo alle ore 18,00 presso la Sala di San Giorgio al Corso. Al centro della manifestazione la lettura dei versi dedicati alla Passione che i poeti del Lunedì della Poesia di Anassilaos (Lilly Arcudi, Nanni Barbaro, Giovanna Brancatisano, Pina de Felice, Maria Festa, Lilli Gioffrè, Mimma Iannò, Mimma Licastro, Carmelo Loddo, Nanà Lo Giudice, Giacomo Marcianò, Carlo Menga, Francesca Neri, Anna Rosa Nucera, Erika Polimen, Antonella Postorino, Pietro Rossetti, Daniela Scuncia e Francesco Surace) hanno raccolto in un libretto, non commerciale e non in vendita, che hanno inviato anche a Papa Francesco il quale, con lettera della Segreteria di Stato, “nel ringraziare per i sentimenti di spirituale vicinanza che hanno suggerito tale gesto, invita a confidare sempre nella bontà provvidente del Signore” e “mentre formula cordiali auspici di pace e di ogni bene imparte a quanti si sono uniti nel deferente gesto la Benedizione Apostolica, estensibile alle persone care” . L’idea della silloge – nata nell’ambito degli incontri settimanali dei poeti – deriva dalla considerazione che la Passione e Morte di Gesù ha sempre attratto l’attenzione di credenti e non credenti i quali, al di là della sacra narrazione delle ultime, umane vicende di Cristo, hanno colto, nella varia umanità di uomini e donne che fanno da corona e accompagnano l’uomo Gesù alla suprema prova, un insieme di personaggi autorevoli e umili, caratterizzati da una propria individuale psicologia che ha offerto spunti inesauribili di cui, nel corso del tempo, si sono nutriti e alimentati l’arte figurativa, la letteratura e, da ultimo, il cinema. Basti pensare alla figura di Ponzio Pilato, scettico e indifferente, reso cinico dall’esercizio del potere che non ammette debolezze, il quale pone a Gesù la domanda delle domande (“che cos’è la verità”) intorno alla quale gli uomini di pensiero, e non soltanto essi, si sono scervellati per secoli. E ancora alla figura dei Discepoli di Gesù, la cui umana fragilità non regge dinanzi alla gravità dell’ora, al punto che essi non riescono neppure a vegliare un’ora sul Getsemani e induce Pietro a rinnegare per ben tre volte il Maestro. E poi ancora a Giuda, il traditore per antonomasia, senza il cui tradimento non sarebbe stata possibile la Passione e quindi la Redenzione dell’Umanità; la Veronica e il Cireneo, capaci di comuni gesti di umana pietà e commiserazione; Giuseppe d’Arimatea e le Pie Donne e poi la Madre dolente, il cui strazio noi ritroviamo, rinnovato nei secoli e nel tempo, in tutte le madri che piangono disperatamente la morte di un figlio ucciso. I poeti del Lunedì di Anassilaos hanno colto, ciascuno con la propria sensibilità, l’opportunità che offriva il Vangelo inteso quale racconto di una Divina Vicenda e, nello stesso tempo, narrazione di una umanità dolente e dolorosa dinanzi all’epilogo terreno della vita di Gesù di Nazareth.