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Graziano (CdL) sui fondi tagliati al Sud: "vogliamo conoscere la posizione di Oliverio"

Graziano (CdL) sui fondi tagliati al Sud: "vogliamo conoscere la posizione di Oliverio"
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“Il Governo Renzi scippa altri 102 milioni di euro allo sviluppo del Mezzogiorno. Fondi che, ad avviso del premier, dovranno andare a rimpinguare i programmi occupazionali nazionali. Si sta materializzando l’ennesima beffa. Il fondo per il Piano di azione e coesione viene nuovamente e costantemente decurtato - asserice il consigliere regionale della Cdl Giuseppe Graziano -  a danno di anziani e asili nido. Tutto ciò, mentre in Calabria la disoccupazione cresce e raggiunge i massimi storici ed i servizi latitano”. Sul punto della “gestione delle finanze pubbliche nazionali, la cui ridistribuzione iniqua sul territorio italiano sta continuano ad ampliare il divario economico e sociale tra il Nord ed il Sud”, Graziano asserisce che “siamo di fronte ad un sistema di governo fallimentare che con una gran bella faccia tosta continua a tagliare  fondi dai capitoli destinati al sociale. Non si capisce come mai il capo del Governo  abbia scippato 102 milioni di euro alle Regioni del Sud, per finanziare fittizie e populistiche azioni a sostegno del lavoro, tagliando non solo sul Pac ma andando a definanziare la Legge 407/90 che, guarda caso, è finalizzata a sostenere lo sgravio totale dei contributi per aziende del Sud che assumono disoccupati”. Ancora Graziano: “I soldi sono per il Meridione e qui devono essere spesi per continuare a garantire i servizi. Un’Italia che viaggia a doppia velocità non è conveniente per nessuno, soprattutto per il nord e per l’Europa. Su questo continuo decurtamento di risorse vorremmo conoscere la posizione del presidente Oliverio. Meno soldi al Sud, significa anche e principalmente meno soldi alla Calabria. Come pensa, il Presidente della Regione, di far fronte alle innumerevoli esigenze dei territori se non si costringe il governo amico a frenare questo continuo taglio di fondi? Stiamo rimanendo senza servizi per il sociale, le nostre scuole sono sul baratro ed abbiamo un sistema di assistenza alla prima infanzia ridotto al lumicino. È un modo di governare, quello di Renzi, che non capiamo né tantomeno condividiamo, ma continuiamo, comunque, ad attendere risposte”.