Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Commemorazione in ricordo di Don Italo Calabro'

REGGIO. Commemorazione in ricordo di Don Italo Calabro'
 

 

  

<<Una Piccola parrocchia nell’entroterra reggino , 600 abitanti appena , a 15 km dal Comune capoluogo, 375 metri di altezza sull’mare, su una delle ultime balze dell’Aspromonte, che qui dolcemente degrada verso il litorale>> così Don Italo presenta la sua parrocchia in un articolo degli anni ’80, era giunto in quel paesino nel dicembre del 1964, e li il 16 giugno 1990 veniva a mancare dopo una brutta malattia. Oggi ricorre il 25 anniversario dalla sua morte ed è vivo più che mai il ricordo di questo grande prete del sud. In questi giorni si sono susseguiti vari interventi alla memoria . Si è distinto Don Italo prima che come prete come uomo, ha saputo con la sua testardaggine lasciare tante ‘’piccole opere’’ come amava definirle e tantissimi insegnamenti di vita in quella comunità che tanto lo ha amato e tanto lo ama ancora tanto da dedicargli, nell’ anno del 25° anniversario il restauro della casa canonica dove egli abitava ed una targa marmorea a perenne ricordo. Da giovane prete del sud legato alla sua gente fu attivo in anni difficili e tormentati della storia della città, nel campo del volontariato, in un epoca in cui termini come volontariato, cittadinanza attiva, ancora non erano entrati nel lessico comune, ha gettato tanti piccoli semi che sono germogliati nel terreno difficile di quegli anni : fondatore della piccola opera Giovanni XXIII e di tante altre piccole case famiglia che ospitavano indigenti, ragazzi affetti da malattie e orfani, oggi esiste a San Giovanni un associazione culturale a lui dedicata ‘’l’Associazione culturale Don Italo Calabrò’’. Chi tra i più grandi ha avuto la fortuna di conoscerlo tramanda alle generazioni più giovani i suoi insegnamenti, la sua grandezza spirituale e culturale che ha portato un profondo cambiamento in quella frazione di San Giovanni di Sambatello. Ed oggi come allora la comunità cammina sulle sue idee, fiera del suo parroco, che definì il paese di San Giovanni come un fazzoletto di terra in cui si riflette il mondo. Oggi alterne vicende hanno riportato il paese a essere più che mai periferia, ma la forza d’animo dei suoi abitanti cerca di colmare il vuoto lasciato dalle istituzioni, cerca di seguire e farsi portavoce dell’insegnamento del suo indimenticato padre spirituale che nel suo testamento spirituale ebbe a dire << Amatevi tra voi, di un amore forte, di autentica condivisione di vita; amate tutti coloro che incontrate sulla vostra strada , NESSUNO ESCLUSO MAI!>> chissà se mai  si fosse reso conto di quello che sarebbe diventato un grande uomo, un bravo prete un MAESTRO.