Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Al Teatro Dopolavoro ferroviario "Notturni dialoghi di cortigiane"

REGGIO. Al Teatro Dopolavoro ferroviario "Notturni dialoghi di cortigiane"
 

 

Il Teatro dopolavoro ferroviario di Via Nino Bixio 44 a Reggio Calabria ospita – venerdì 19 giugno  2015 alle ore 20:30 - l’ennesima performance del regista calabrese Antonio Caracciolo. Infatti sarà proposta al pubblico reggino, per il saggio finale del corso base organizzato dal Pharos Teatro Archi, l’opera “Notturni dialoghi di cortigiane”.

Calcheranno il palco per la regia di Antonio Caracciolo gli attori: Rachele Dieni,  Marilù Laface,  Saverio Malara,  Sofia Malara,  Maria G. Meringolo,  Nino Pizzimenti,  Caterina Rescigno,  Gisella Rescigno,  Francesca Romeo,  Trilly Trilla e Rosalba Vazzana.  Assistente Suono e Luci sarà Antonino Versaci.Leggero e diretto, dalla prima battuta all’ultima, “Notturni Dialoghi Di Cortigiane” accompagna lo spettatore, in un intrigante viaggio notturno, alla contemplazione ironica e disincantata delle relazioni amorose e passionali più diverse vissuti dai protagonisti: le “Cortigiane” ed i loro “Clienti”, serotine figure nelle quali ciascuno, forse, può riconoscere lo specchio del proprio “io”   più trasgressivo e fantasioso, che talvolta, ci si sente di lasciarlo vagabondare specie al calar delle tenebre.

Aldilà delle battute umoristiche e delle situazioni paradossali che si susseguono nella scena, i protagonisti, nell’affrontare i loro amori, delusioni, abbandoni, tradimenti e fantasie fuori dagli schemi, strizzano l’occhio a quelle persone che possono definirsi “vive” e che si riconoscono perciò in questo cam-cam di relazioni.

L’atmosfera dominante è quella della notte in tutte le sue accezioni, con le sfumature dei suoi colori, dei suoi rumori, delle sue temperature, il ritmo delle sue ore languidamente dilatate o sfuggenti nell’eccitazione, fino a giungere alla luce malinconica ed incerta dell’alba.Due mondi vengono messi a contrasto: quello della vita quotidiana alla luce del sole in cui dominano la razionalità, le azioni programmate, la paura, i rumori dell’ambiente lavorativo e del traffico e quello della notte intriso di passione, istinto, di rottura delle regole, di libera  espressione dei sentimenti e del corpo, di musica.Paradossalmente nell’oscurità si alza il volume…Il lavoro sul testo tenta di concatenare  i vari Dialoghi attraverso un viaggio immerso nell’istinto dell’uomo, dove la difficoltà di dare un senso simmetrico e sincronico, ad una struttura (quella dei Dialoghetti appunto) che comunque sfuggirebbe, sospinge gli attori  in un percorso interiore, di chiarissima ascendenza onirica, che concede “tras-loco” da un personaggio  all’altro.La chiave interpretativa della messa in scena, a volte esasperata, e la linea dei costumi estrosi e molto colorati, richiama lo stile “camp”, non moda, ma filosofia dello stile, che fa dell’eccesso e dell’esibizionismo, in questo caso sempre imprescindibile dall’ “eleganza”, la sua bandiera. Eccentrico, sensuale, il “camp” ha avuto e continua ad avere in tutte le epoche illustri profeti, da Cleopatra a Lorenzo il Magnifico, da Oscar Wilde a Madonna, e ben si adatta alla trasposizione di questi dialoghetti che, scritti nel II secolo d.c., sono per la loro comicità, vivacità ed umanità,   “di tutti i tempi” o “fuori dal tempo”.   Durante le serate dedicate alla prove il regista Antonio Caracciolo ha dichiarato: “Il mio scopo e sogno  è stato sempre quello di far nascere una scuola di teatro professionale nella mia amata Reggio Calabria, per poter dare la giusta luce nel Teatro Europeo ad un  terra ricca di storia, cultura, sicuramente di  talenti.Un punto fermo atto successivamente a formare una Compagnia Stabile Teatrale reggina.L'intenzione è quella di investire in modo mirato su progetti di qualità umana ed artistica,  per un ritorno che possa portare alla stessa Città: Arricchimento culturale - Nuovi posti di lavoro - Immagine di rilievo Europeo.Nonostante le solite innumerevoli difficoltà,  mi piace pensare che, nel mio piccolo, con l'attuale corso base/breve Pharos Teatro Archi, possa essere l'inizio della suddetta operazioni, .infatti esso vuole essere solo un punto d'inizio, e mai d'arrivo,  per cominciare il lungo cammino verso il sogno. “Il regista Antonio Caracciolo, attualmente collabora con il maestro Pupi Avati.-Attore professionista, di Brancaleone (RC), laureato all'Accademia Nazionale D'arte Drammatica Silvio D'Amico di Roma nel 1999, anno in cui debutta anche in TV, Canale 5, ne  "Il Mattatore" di e con Vittorio Gassman, uno dei suoi Maestri.Ha appena finito di girare la serie tv  “CATTURANDI”,  da Ottobre 2015 in onda su Rai 1. A breve, in Svizzera, sarà impegnato sul set del film-tv  “IO SONO GAETANO”, per la regia di Rolando Colla.  Cop. italo/svizzera (RAI-FICTION, RSI, PEACOCK FILM).-In teatro ha lavorato con registi del calibro di Mario Ferrero, Franco Branciaroli, Enrico Maria Lamanna, Vittorio Gassman, Alessandro Haber , Flavio Bucci, Nikolay Karpov etc. Ha fatto parte della Compagnia del Teatro della Tosse di Genova.-Nei  film al cinema con Vanzina  in "E adesso sesso",  Giuseppe Ferrara nel “Caso Calvi”,  “500” di Robbiamo ,  “Ora e per sempre” di Verdecchi, “Vicino al fiume” di Stefano Marcucci, "Un ragazzo d'oro" di Pupi Avati, con Riccardo Scamarcio e Sharon Stone.-In televisione ha partecipato a varie fiction tra cui "Un bambino cattivo",  "Un matrimonio", “Nati ieri”, “Paolo VI”, “Don Matteo” “Butta la Luna 2”. Gente di Mare. Un sera d'ottobre.                                                                    

 

Ha interpretato il ruolo de "Il Conduttore del Futuro (Il Balbuziente)" nella terza edizione di "Avanti un altro”,  preserale di Canale5, di e con Paolo Bonolis.