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WANDA FERRO (FI): "mettere in discussione il referendum sullo Statuto sarebbe uno schiaffo ai nostri elettori"

WANDA FERRO (FI): "mettere in discussione il referendum sullo Statuto sarebbe uno schiaffo ai nostri elettori"
 

 

 Di seguito una dichiarazione della vice coordinatrice regionale di Forza Italia, Wanda Ferro:

 

"Se fosse messa in discussione la scelta già operata di sottoporre a referendum popolare le norme del nuovo statuto regionale non sarebbe semplicemente uno schiaffo al partito che ha lavorato in questa direzione, ma a quegli elettori che hanno votato per la nostra coalizione alle ultime elezioni e oggi chiedono semplicemente un’azione politica conforme alle nostre idee ed ai valori nei quali crediamo.  Ho apprezzato le considerazioni del consigliere Tallini, ed aggiungo che mai come in questo momento sarebbe necessaria l’unità del centrodestra calabrese per non consentire l’ennesima deriva di una legislatura nata male e destinata a finire peggio. Mi auguro dunque che i consiglieri regionali, veri protagonisti di questa vicenda e senza alcun condizionamento dal partito, vadano fino in fondo. Mentre il governatore si appresta a nominare una nuova giunta, godendo della grande opportunità che le vicende giudiziarie gli hanno offerto, ancora non si comprende con quale programma e con quali prospettive ripartirà il futuro esecutivo regionale, a meno che qualcuno non sia tanto ingenuo da credere che le mani di Oliverio siano tornate per incanto finalmente libere. Così, in assenza di un momento referendario, i calabresi dovrebbero accettare le regole di un nuovo statuto che contribuirà a ricreare un consociativismo per il quale di tutto si sentirà parlare e promettere, ma niente si muoverà in direzione dei problemi reali della regione, dei senza stipendio, di un turismo che langue, di una sanità ostaggio del commissariamento, di una autostrada spezzata. Il nostro augurio è sempre quello di vedere ripartire la macchina regionale, ma non intravediamo le condizioni per un futuro accettabile. E questa volta, tra fughe ed assenze strategiche, la nostra area politica avrebbe per la prima volta la sua parte di colpa."