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COSENZA. Il meetUp del M5s lancia la petizione per le dimissioni di Oliverio

COSENZA. Il meetUp del M5s lancia la petizione per le dimissioni di Oliverio
#MarioDimettiti è l’hashtag lanciato dagli attivisti dei MeetUp  Calabresi che si riuniscono intorno al simbolo del Movimento 5 Stelle.  Già lo scorso 1 luglio si è svolta una manifestazione a Reggio Calabria, un sit – in pacifico e ironico con cui si è chiesta la dipartita dalle  stanze dei bottoni della Regione Calabria del Presidente Oliverio. Nei  banchetti previsti per questo fine settimana, a Cosenza (Piazza XI  Settembre) e nelle altre piazze della regione, inizierà la raccolta  firme da presentare, oltre che allo stesso Oliverio, al Ministro  dell’Interno.
La micro Giunta Fantasma di Oliverio avrebbe avuto il  tempo di mettersi a lavoro ma come al solito le solite necessità di  spartizione delle poltrone hanno fatto perdere ad una terra martoriata  come la Calabria oltre sei mesi. Il Governatore aveva assicurato che  "Sul fronte della legalità e della trasparenza non vi saranno  tentennamenti" e invece ha pensato bene di difendere a oltranza e senza  riserve morali la nomina di Antonino De Gaetano, anche col silenzio  tombale tenuto nella sua recente audizione in Antimafia. Come ribadito  anche dai cittadini eletti alla Camera e al Senato, De Gaetano è  destinatario di tre informative e di una richiesta di arresto per  presunto appoggio elettorale dalla 'ndrangheta, e nonostante ciò, è  stato mantenuto al suo posto da Oliverio, che non ha voluto ascoltare  nessuno tanto che l'allora ministro Lanzetta rifiutò di entrare nella  giunta regionale. Se avesse voluto nominare una Giunta di alto profilo e non quella che oggi non c'è più e riporta il suo indelebile marchio politico, Oliverio avrebbe  dovuto farlo prima e non adesso che i suoi sostenitori sono sotto la lente di ingrandimento dell'autorità  giudiziaria per presunte ruberie di ogni genere.
Mario Oliverio ha una diretta responsabilità politica dello  stallo in cui versa la Regione Calabria e dell’onta che macchia sempre  più la nostra terra.
Sulla porta di ingresso di “Palazzo Campanella”  Reggio Calabria campeggia una immagine: “Qui la ‘ndrangheta non entra”!  Potremmo correggerla “Da qui la ‘ndrangheta la cacciamo noi”, dato che  per farla entrare c’è qualcuno che ha provveduto per tempo!