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NDR in Germania. Il riferimento in Calabria era don Mico Oppedisano

NDR in Germania. Il riferimento in Calabria era don Mico Oppedisano
Avevano aperto pub e avviato cantieri al confine fra Svizzera e Germania, ma per risolvere dissidi e controversie di rivolgevano comunque a Domenico Oppedisano, capo del Crimine di Polsi, i dieci arrestati dell'operazione 'Rheinbrucke'. Un dato - spiega il procuratore aggiunto Nicola Gratteri - che emerge in maniera chiara dalle conversazioni intercettate e che "conferma in maniera chiara l'unitarieta' della 'ndrangheta". Un'intuizione investigativa che gia' i primi magistrati antimafia operanti in Calabria avevano avuto e sintetizzata - aggiunge Gratteri "nel 1969 dal presidente Musolino nella memorabile sentenza sul summit di 'ndrangheta di Montalto che gia' allora spiegava che la 'ndrangheta e' unitaria. Purtroppo, quell'impostazione non e' stata riconosciuta dalla Corte d'appello, dunque abbiamo dovuto aspettare gli anni duemila per poterla affermare processualmente". A sottolinearlo - conferma Salvatore Dolce, da poco nominato sostituto procuratore di collegamento fra gli uffici calabresi e la Dna "e' anche la parola articolazione che il gip utilizza per indicare i locali all'estero. C'e' dunque un Crimine che e' il centro di comando e sta a Reggio Calabria, che si relaziona con articolazioni all'estero che hanno autonomia decisionale limitata ai propri ambiti territoriali".