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REGGIO. Domani il Cis promuove l'incontro "La luce di Caravaggio illumina il Chiostro"

REGGIO. Domani il Cis promuove l'incontro "La luce di Caravaggio illumina il Chiostro"
 

 

 

Venerdì 28 agosto 2015, alle ore 21.00, nello spazio del Chiostro di S. Giorgio al Corso, Reggio Calabria, la Parrocchia S. Giorgio al Corso e il Centro Internazionale Scrittori della Calabria, in occasione dell’80° anniversario dell’inaugurazione della Chiesa di S. Giorgio al Corso – Tempio della Vittoria – promuovono “La luce di Caravaggio illumina il Chiostro” – La vicenda artistica e umana del pittore “maledetto”. Dopo gli interventi di don Antonio Santoro, sacerdote della chiesa di S. Giorgio, della Dott.ssa Patrizia Nardi, Assessore alla Cultura del Comune di Reggio Calabria, della Dott.ssa Daniela Monteleone, Funzionario tecnico Responsabile della Pinacoteca Civica di Reggio Calabria, attraverso slides lo studioso d’arte Dott. Salvatore Timpano, componente del Comitato Scientifico del Cis, parlerà sulla vicenda artistica ed umana del pittore Michelangelo Mersisi detto Caravaggio. Michelangelo Merisi nasce il 29 settembre del 1571 da un architetto a servizio del marchese di Caravaggio, Francesco Sforza. Il pittore apparteneva ad una famiglia stimata e abbastanza agiata. La sua vocazione deve essersi manifestata molto presto, poiché già nel 1584 entra come allievo nella bottega del pittore bergamasco Simone Peterzano, allievo di Tiziano. Nel 1592 si trasferisce a Roma, dove è accolto fra la servitù di Pandolfo Pucci, un nobile locale. Nel 1597 gli viene chiesto di dipingere alcune tele per la cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi “Vocazione e martirio di San Matteo, San Matteo e l’angelo” che lo rendono celebre e contestato. In questi anni la storia di Caravaggio è costellata da vari avvenimenti truci e violenti che si sovrappongono. Tra il 1600 e il 1601 dipinge la “Crocifissione di San Pietro” e la “Conversione di San Paolo”; nel 1604 la “Madonna dei pellegrini o di Loreto”, nel 1605 la “Morte della Vergine”. In autunno si reca in Sicilia dove, spostandosi da una città all’altra, lascia numerosi esempi del suo genio: il “Seppellimento di Santa Lucia”, eseguito a Siracusa per l’omonima chiesa; la “Resurrezione di Lazzaro” e l’”Adorazione dei pastori” oggi esposte al museo di Messina e una “Natività“, conservata nell’oratorio di San Lorenzo a Palermo. Ritornato a Napoli è aggredito e gravemente ferito, mentre cerca di allontanarsi dalla città, muore il 18 luglio 1610.