Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Arcadi (FI Giovani): "Ripepi e la minoranza vittime di censura politica"

REGGIO. Arcadi (FI Giovani): "Ripepi e la minoranza vittime di censura politica"
L'ultimo - tristemente noto - Consiglio Comunale rappresenta l’ennesima dimostrazione di una maggioranza cittadina tutta protesa nell’intento di accumulare potere, da gestire, non per il buongoverno della polis, ma per il soddisfacimento di interessi familiari e/o clientelari e la risoluzione di faide correntizie interne alla coalizione che governa oggi a Palazzo San Giorgio.» Arcadi, Coordinatore Cittadino F.I.G. Reggio Calabria, così commenta gli episodi dello scorso consiglio Comunale, e prosegue: «Essa respinge, infatti, sistematicamente ogni tipo di confronto (anche acceso) in quella che dovrebbe essere la sua sede naturale: il consiglio comunale, preferendo disinteressarsi (magari per chattare dal proprio smartphone) e tacere dinanzi alle insistenti richieste di lumi, su questioni di rilevante importanza, da parte dei Consiglieri di minoranza. Con l’espulsione del consigliere Ripepi dall'aula “Battaglia”, i giovani rampanti del PD, mossi da spirito di autoconservazione, hanno dato un’ ulteriore ed esemplare dimostrazione della loro arroganza e protervia, zittendo, con un colpo di mano, una voce del popolo che chiedeva spiegazioni sul probabile uso personale della cosa pubblica da parte del Sindaco e della sua Giunta.

È grave, inoltre, il comportamento del Presidente del Consiglio che, in barba all’ufficio di arbitro imparziale per il quale è stato eletto all’unanimità, con l'antinomia del mentitore, abbia cercato di cambiare le carte in tavola, prima ammonendo i Consiglieri di minoranza per aver posto domande estranee all’ordine del giorno e poi espellendo “coattivamente” Ripepi dall’aula.

Le immagini parlano chiaro, è stato perpetrato un agguato nei confronti della minoranza, che purtroppo è caduta nel sacco. La premeditazione del gesto si legge nei volti dei convitati di pietra che, dagli scranni della maggioranza, tronfi per aver ottenuto la loro piccola vendetta personale, celebravano così la morte della democrazia nel consiglio comunale di Reggio Calabria, seppellendo così tutti quei valori e principi di libertà e democrazia, da sempre onorati tra questi banchi.»