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Premio Tropea. Grande successo di pubblico per la serata finale

Premio Tropea. Grande successo di pubblico per la serata finale
 

 

     

La nona edizione del Premio Tropea termina con la vittoria di Simona Sparaco e con il successo, anche quest’anno, della kermesse letteraria che è riuscita ad attirare in Largo Galluppi numerosissime persone. Con la piazza gremita come non mai ha avuto inizio la serata finale (6 settembre) dell’evento, condotta da Michele Cucuzza e da Livia Blasi, veramente impeccabili nel proprio ruolo. In apertura di serata, è stato dato l’annuncio della decisione dello scrittore Santo Gioffrè di ritirarsi da concorrente del Premio a seguito delle polemiche createsi intorno alla sua persona negli ultimi giorni. L’autore de “Il Gran Capitàn e il mistero della Madonna Nera, edito da Rubbettino, ha preso questa sofferta decisione - come è egli stesso a dichiarare in un comunicato - «al fine di evitare ogni impropria strumentalizzazione e preservare da ogni inutile e artificiosa polemica il prestigiosissimo Premio Tropea». Michele Accorinti, Presidente dell’Accademia degli Affaticati, ha letto un comunicato in cui l’organizzazione ha risposto alle critiche formulate dalla Nesci. Lo spettacolo è andato subito avanti con l’entrata in scena degli altri due protagonisti di questa edizione, la scrittrice e sceneggiatrice Simona Sparaco e il comico, cantautore e scrittore, Dario Vergassola, finalisti al Premio Tropea rispettivamente con i libri “Se chiudo gli occhi”, Giunti Editore, 2014, e “La ballata delle acciughe”, Mondadori, 2014.

   

La scrittrice Simona Sparaco ha rivelato di essere molto emozionata, dicendo: «Non so se dal microfono si può percepire il battito del mio cuore!». Ha continuato poi a parlare del suo romanzo che tratta del rapporto complicato tra un padre e una figlia con un alone di mistero: «Uno dei segreti più importanti riguarda l'infanzia di Oliviero (il padre), la difficoltà che ha avuto a crescere in un ambiente femminile con donne particolari». A tal proposito la Sparaco ha ricordato di un suo personaggio, una contadina del monte Sibilla che riesce a fare diagnosi ai malati». Infine, la scrittrice ha spiegato: «Scrivo dall'età di 12 anni, tanti anni in cui la mia realtà è popolata da personaggi immaginari, personaggi di cui mi innamoro follemente. Quando ero ragazzina preferivo stare a casa e inventare il mio personaggio piuttosto che uscire».

  

Il comico e scrittore Dario Vergassola ha mostrato entusiasmo nell’essere ospitato in una location così accogliente e suggestiva, parlando del suo libro, ma anche intrattenendo i presenti con la sua verve comica e il suo solito stile nel raccontare aneddoti divertenti. Con la sua singolare simpatia è riuscito a coinvolgere il pubblico e forse a spezzare l'intensità emotiva della serata. Per quanto riguarda l’importanza della lettura, Vergassola ha detto: «È fantastico leggere perché non allunga la vita ma la rende qualitativamente migliore. Io penso che il libro è di chi lo legge, del lettore» Infine, lo scrittore ha affermato: «Mi sono divertito nello scrivere perché ai personaggi puoi far fare qualsiasi cosa».

  

E’ stata poi la volta degli ospiti letterari, con Mimmo Gangemi che ha presentato il suo libro “Un acre odore di aglio”, spiegando che si tratta di «una saga familiare, è la saga degli umili, di chi ha subito la storia piuttosto che viverla. Non è una storia di vinti, è una storia di sconfitti, che è diverso. Le avversità non eliminano i sogni, perché questi assumono la forza che le difficoltà comportano. Si tratta anche di generazione rivoluzionaria perché sorge nella mente di questi braccianti l'idea di poter mutare ciò che da secoli sembrava immutabile».