Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Il CIS promuove la tavola rotonda “Papa Francesco nella storia contemporanea: cambiamenti e innovazioni"

REGGIO. Il CIS promuove la tavola rotonda “Papa Francesco nella storia contemporanea: cambiamenti e innovazioni"
    Per il ciclo “I grandi personaggi della Bibbia e storia della Chiesa, oggi alle ore 18.00, nella sala della chiesa di San Giorgio al Corso, il Centro Internazionale Scrittori della Calabria, promuove la tavola rotonda “Papa Francesco nella storia contemporanea: cambiamenti e innovazioni”. Interverranno: Mons. Antonio Morabito, don Antonio Santoro, Giuseppe Palamara, Daniele Fazio. Coordina Emilia Serranò. Papa Francesco, Jorge Mario Bergoglio, nato a Buenos Aires, eletto il 13 marzo 2013 è il 266° papa della Chiesa cattolica e vescovo di Roma. E’ il primo pontefice appartenete ai chierici regolari della Compagnia di Gesù (indicati anche come gesuiti). Nato in una famiglia di origini italiane, diplomato perito chimico si è mantenuto facendo dei lavori precari. L’11 marzo 1958 decide di entrare nel seminario di Villa Devoto e comincia il suo noviziato nella Compagnia di Gesù, trascorrendo un periodo in Cile per tornare a Buenos Aires in seguito, dove consegue la laurea in filosofia nel 1963. Riceve l’ordinazione presbiteriale il 13 dicembre 1969. Il 20 maggio 1992 papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo ausiliare di Buenos Aires e viene consacrato vescovo il 27 giugno 1992. Il 21 febbraio 2001 Giovanni Paolo II lo crea cardinale del titolo di San Roberto Bellarmino. Durante il suo impegno come vescovo ha scelto uno stile di grande semplicità, spostandosi con i mezzi pubblici e rinunciando a vivere nella sede dell’Episcopato, a favore di un comune appartamento dove cucinava da solo i pasti. Nell’omelia della sua prima messa pontificale Papa Francesco parla con forza della necessità di custodire la bellezza del creato e rivolto a tutti coloro che occupano ruoli di responsabilità in ambito economico, politico o sociale, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà: “siamo custodi della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell’altro, dell’ambiente; non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo! Ma per custodire dobbiamo anche avere cura di noi stessi! Ricordiamo che l’odio, l’invidia, la superbia sporcano la vita! Custodire vuol dire allora vigilare sui nostri sentimenti, sul nostro cuore, perché è proprio da lì che escono le intenzioni buone e cattive: quelle che costruiscono e quelle che distruggono! Non dobbiamo aver paura della bontà, anzi neanche della tenerezza.