Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. An, ancora sull’assessore Quattrone su Uirnet e Vitrociset

REGGIO. An, ancora sull’assessore Quattrone su Uirnet e Vitrociset

(rep)

Avevamo sperato che alcuni giorni di riflessione avessero potuto consigliare al Sindaco Falcomatà di esprimere, finalmente, il proprio pensiero in merito alle vicende legate agli atti prodotti dalla sua Giunta e riferite al Piano della Mobilità. Avevamo sperato che finalmente una parola di verità sulla evidente dubbia legittimità della delibera di incarico alla UIRNET e sull’incompatibilità dell’Assessore Quattrone venisse pronunciata da Falcomatà. Speranza vana, silenzio assoluto, omertà inquietante, la città attonita si domanda cosa effettivamente si nasconda dietro queste scelte dell’amministrazione comunale. Ha finalmente parlato l’Assessore Quattrone la quale, con un’affannosa difesa del posto su base narcisistica e dopo essersi avventurata nella solita partigiana rielaborazione del recente trascorso storico della nostra città, nulla dice e nulla chiarisce nel merito dell’affaire che la vede protagonista limitandosi a lodare, palesemente fuori luogo e fuori tema, il suo referente politico (senza mai citare il Sindaco che l’ha nominata…); una ingenua esternazione, quest’ultima, che stride anche con il suo ruolo di assessore, ancor più se tecnico prestato alla politica, che dimostra di non aver chiaro come il primo obbligo di interlocuzione istituzionale lo abbia nei confronti della comunità cittadina che è chiamata a governare..

Un passo avanti l’Assessore Quattrone, finalmente, lo ha fatto ammettendo i suoi rapporti professionali con UIRNET e VITROCISET, confermando quindi la sua incompatibilità, prima ancora che “in punta di diritto”, per motivi etici, di trasparenza e per evidente conflitto di interesse. Il tutto, oltre che dalle norme civili e penali, è chiaramente previsto da quella Carta di Avviso Pubblico, vero e proprio decalogo etico e comportamentale, al quale il Sindaco e la Giunta hanno volontariamente deciso di aderire, soprattutto per un fatto di “onore”, termine che se avesse voluto significare coerenza politica e rispetto delle regole, con l’affaire Quattrone è, abbondantemente, un onore perso.

Ma davvero si vuole far credere che tutto sia normale, che tutto si sia svolto nel pieno rispetto delle procedure? Ad oggi rimangono senza risposte alcuni interrogativi che da settimane inquietano i cittadini. E’ alla città che devono essere forniti i chiarimenti necessari, è alla città che il Sindaco deve spiegare perché ancora non ha revocato l’Assessore Quattrone, perché non ha annullato la delibera contestata, o ,ancor più importante, se ha letto la delibera che ha approvato la sua Giunta e quindi ne abbia condiviso metodo e finalità.

E’ la città ad interrogarsi se dietro questi fatti si nasconda un sistema che, dal livello nazionale, si cerca di mutuare nella nostra città.

La metodologia adottata con quegli atti deliberativi, infatti, è identica, nella forma e nella sostanza, con quanto avvenuto nell’ambito della procedura per l’affidamento della gestione della Piattaforma Logistica Nazionale. Utilizzo della finanza di progetto, individuazione del soggetto Promotore, sottoscrizione della Concessione pluriennale. Facciamo riferimento alla procedura già conclusa e gestita dalla UIRNET che ha individuato in una ATI costituita da tre società, una delle quali è la VITROCISET, il soggetto cui affidare la gestione di tutta la piattaforma, che vale, in venti anni, un giro di affari pari a circa 1 miliardo e 200 milioni di euro.

A parte la presenza in questa ATI della Vitrociset, che ricopre il duplice ambiguo ruolo di socio della società che bandisce la gara e di soggetto facente parte dell’Associazione di Imprese che si aggiudica la gara stessa (materia evidentemente di possibile interesse di altre Istituzioni…), ciò che più ci inquieta è il constatare che le delibere della Giunta Falcomatà attivino procedure identiche, con gli stessi soggetti, con le stesse finalità.

Il rischio concreto è che si assista a un ritorno agli anni bui nei quali a farla da padrone erano le società di servizi e di progettazione, con viaggio di sola andata Reggio-Roma delle risorse della città, in cambio di garanzie di carriere politiche a favore di qualcuno, a scapito delle professionalità presenti in città, sia in termini di progettisti che di imprese qualificate.

Anche su questo pretendiamo risposte chiare ed inequivocabili da parte del Sindaco. Il suo ulteriore silenzio non potrebbe che provocare maggiore sconcerto e far aumentare il dubbio che tutta questa operazione sia stata condotta con l’assenso e in assoluta consapevolezza sia del primo cittadino che dell’intera Giunta.

Reggio Calabria, 11 marzo 2016

AZIONE NAZIONALE

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