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REGGIO. Neri su vicenda Leonia: "pesante eredità del passato"

REGGIO. Neri su vicenda Leonia: "pesante eredità del passato"
 

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 «Questa vicenda di Leonia è davvero un qualcosa di grottesco. Come spesso è avvenuto in questi primi quindici mesi di lavoro, sull'Amministrazione ma soprattutto sulla città incombono le ombre del passato, rigurgiti che mettono in qualche modo a rischio i grandi sforzi ed i risultati che abbiamo prodotto». E' quanto dichiara in una nota l'Assessore alla Finanze del Comune di Reggio Calabria Armando Neri. «Il modo in cui sono state gestite le finanze del Comune in passato fa davvero rabbrividire – ha aggiunto l'Assessore - ed oggi abbiamo sotto gli occhi i risultati nefasti dello scempio che è stato compiuto. E' chiaro che su questa vicenda di Leonia ci stiamo muovendo per tutelare più possibile l'Amministrazione e soprattutto i cittadini che non possono continuare a pagare per gli errori che sono stati compiuti negli anni della finanza creativa, che hanno messo il Comune in ginocchio». «In questo momento stiamo lavorando con l'avvocatura per tutelare i cittadini e speriamo ci siano presto delle novità, anche perchè è bene precisare che non si tratta di un debito accertato ma sul quale pende ancora un giudizio. La richiesta di pignoramento – ha spiegato l'Assessore - è stata fatta con una documentazione parziale che non tiene conto di quanto disposto nel piano di rientro che ha rideterminato la situazione finanziaria del Comune, ricadendo però, come tutti sanno, sulle spalle dei cittadini. Ma è importante ribadire che sono finiti i tempi in cui la politica agiva passivamente tentando di mettere la polvere sotto il tappeto. Noi abbiamo ottenuto importanti risultati con la Legge sugli Enti Locali e con la Legge di Stabilità. Siamo un'amministrazione libera, libera nelle scelte e libera da condizionamenti di ogni tipo, perchè facciamo della legalità e della trasparenza gli unici binari sui quali si muove il nostro agire amministrativo, orientato esclusivamente al bene dei cittadini. Non ci faremo condizionare da strategie di tensione sociale determinate dai risultati disastrosi delle precedenti amministrazioni e gestiremo anche questa vicenda con lucidità e senso del dovere».«Il nostro agire è limpido e trasparente – ha aggiunto Neri - abbiamo detto fin dal primo istante quali erano le condizioni delle casse comunali e soprattutto le enormi difficoltà evidenziate a causa del pesantissimo debito dell'Amministrazione. Una situazione che si presenta quasi quotidianamente e che pesa come un macigno sulle spalle della comunità. I cittadini tendono a dimenticare in fretta il passato, ma purtroppo i risultati della finanza creativa si ripresentano puntualmente. E questo dovrebbe far comprendere l'enorme sforzo che l'Amministrazione sta compiendo per garantire i servizi essenziali come la pulizia, le strade, il verde, ed al contempo far ripartire le opere pubbliche, che abbiamo trovato completamente ferme e che rappresentano una linfa essenziale per l'economia cittadina». «Purtroppo – ha concluso Neri - stiamo facendo i conti con quello che verrà ricordato come il sacco di Reggio. Per essere molto concreti è come se una famiglia abbia sperperato denaro per anni in maniera scellerata e senza badare ai conti. E' chiaro che prima o poi i creditori si presentano a bussare alla porta. Il problema è che in questo caso le spese fatte non hanno portato alcun beneficio concreto sul territorio, se non per i pochi adepti e sodali di una parte politica. Per tutti gli altri, gli unici risultati sono i debiti. E francamente mi pare assurdo che gli stessi che hanno derubato Reggio oggi facciano delle conferenze stampa con un atteggiamento revisionista, quasi negazionista, per chiedere un risarcimento per la città. Dovrebbero essere loro a risarcirla per i danni che hanno prodotto. Comincino a risarcirla ad esempio, qualora venisse accertato, del debito oggetto di richiesta da parte di Leonia, per la gestione finanziaria di quel periodo sulla quale si sono già espressi Corte dei Conti e Ministero delle Finanze. Trovo profondamente ingiusto che a pagare siano sempre e solo i cittadini».