Proprio come in Calabria, infatti, anche in Lombardia all'interno di ciascuna 'locale' "sono distribuite cariche e doti" che "individuano la funzione e l'importanza degli affiliati all'interno della 'ndrangheta". E anche in Lombardia, si legge nel documento redatto con la supervisione del procuratore Francesco Greco e con il supporto scientifico di Sda Bocconi School of Management, "gli incontri tra gli associati, funzionali alla concessione di doti e all'elaborazione delle strategie dell'associazione, avvengono nell'occasione di incontri, definiti 'mangiate', che costituiscono dei veri e propri summit mafiosi".
Rra le condizioni "di contesto che hanno consentito il radicamento della 'ndrangheta in Lombardia vi e' la disponibilita' del mondo imprenditoriale, politico e delle professioni (cioe' il cosiddetto capitale sociale della 'ndrangheta), ad entrare in rapporti di reciproca convenienza con il sodalizio mafioso". E' quanto si legge nel 'Bilancio di responsabilita' sociale' della Procura di Milano.
Ad oggi, viene chiarito, "e' stata accertata con autorita' di cosa giudicata la presenza in Lombardia dei seguenti 'locali' (cosche, ndr): Bollate, Cormano, Milano, Pavia, Corsico, Mariano Comense, Seregno- Giussano, Desio, Rho, Pioltello, Legnano, Erba, Bresso, Limbiate, Canzo e Solaro, Cermenate, Calolziocorte e Fino Mornasco".
Tra l'altro, la "Lombardia", ossia la struttura di vertice della 'ndrangheta sul territorio, "ha costanti rapporti con la Calabria". Anzi, ogni "locale" presente sul territorio lombardo "ha un proprio omologo e deriva da analoga struttura presente in Calabria".