CATANZARO. Bernardini (p. Radicale): I calabresi conoscono una giustizia che non funziona

CATANZARO. Bernardini (p. Radicale): I calabresi conoscono una giustizia che non funziona
"I calabresi conoscono il problema di una giustizia che non funziona, arcigna e maligna. La vivono sulla loro pelle". Lo ha detto l'esponente del partito radicale Rita Bernardini oggi a Catanzaro per la settima tappa della Carovana per la Giustizia attuata per raccogliere le firme, assieme all'Unione delle Camere penali, per presentare una legge di iniziativa popolare per la separazione delle carriere dei magistrati inquirenti e giudicanti. "In Calabria - ha aggiunto Bernardini che stamane ha visitato il carcere di Siano - le persone detenute in attesa di giudizio sono molte di piu' rispetto alla media nazionale, siamo circa al 40%. In questa regione le cose sono ancora piu' gravi che altrove, c'e' una giustizia che funziona a mio avviso male, c'e' uno stato di polizia che impedisce qualsiasi tipo di attivita'. Significa strozzare una regione gia' povera dove ci sono interi paesi che vivono solo grazie alle pensioni degli anziani, per i giovani ci sono zero possibilita'". "Occorre una presa di coscienza forte della politica e credo - ha detto ancora l'esponente radicale - molto debba partire dalla giustizia". All'iniziativa era presente anche Francesca Scopelliti compagna di Enzo Tortora. "La separazione delle carriere - ha detto - era un punto centrale nella battaglia per la giustizia di Enzo, assieme alla responsabilita' dei magistrati. Proprio il processo Tortora e' il simbolo di come l'unita' tra pm e giudici abbia potuto creare quel mostro giuridico che ha portato alla condanna di Enzo". Soddisfatto per l'esito della raccolta firme l'avvocato Aldo Casalinuovo della camera penale di Catanzaro. "Siamo quasi a 40mila firme in poco piu' di un mese - ha detto - e alla soglia fatidica delle 50mila firme per poter poi presentare la proposta di legge di iniziativa popolare".