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La lettera. Germanò (Ncd): Falcomatà smentisca rapporti con ex elementi del Cdx. GERMANÒ

La lettera. Germanò (Ncd): Falcomatà smentisca rapporti con ex elementi del Cdx. GERMANÒ

Di FRANCO GERMANÒ - (rep) In queste ore in cui tutti i partiti e i movimenti politici sono freneticamente in attività per definire le liste dei candidati al Consiglio Comunale, registriamo alcune operazioni che non sapremmo se definirle a “valenza politica” o più semplicemente e più verosimilmente “indicibili”.               

Il candidato sindaco del centro-sinistra ha sempre sostenuto che le porte della sua coalizione sarebbero state aperte anche a chi aveva precedentemente votato a destra, ma mai avrebbe accettato tra le proprie fila personaggi e forze politiche che avevano svolto un qualsiasi ruolo negli anni delle amministrazioni Scopelliti e Arena.

“Lo abbiamo detto fin dall’inizio, nessuna ambiguità. Non staremo mai con chi ha partecipato allo sfascio della città. Altrimenti prenderemmo in giro noi stessi. Una delle discriminanti sarà l’appartenenza, o meno, al blocco amministrativo che ha causato lo sfascio della città”, diceva l’aspirante, in data 9 luglio 2014, in occasione di un incontro pubblico tenuto a Catona e come riportato da tutti gli organi di informazione, in riferimento sia ai singoli candidati che alle forze politiche.

                Il sostegno già ricevuto dal manipolo di superstiti di “quattro amici al bar” del PRI e dei Socialisti, organici alla coalizione di centro-destra fino all’altro giorno e co-protagonisti degli anni del “Modello Reggio”, la dice lunga sull’affidabilità del giovane rampollo, tranne che non respinga al mittente nelle prossime ore tali richieste di accordo.

                Sembra ormai certa la candidatura, tra le liste a supporto di Falcomatà, di alcuni ex consiglieri comunali e di stretti parenti di un ex assessore delle giunte di centro-destra che hanno governato la città negli scorsi anni.

                Marino, Anghelone, Emiliano Imbalzano, Bagnato, Crupi, Leo… Sembra di ascoltare la chiamata al voto per appello nomimale durante qualche seduta di Consiglio Comunale degli scorsi anni, magari proprio di quelle adunanze nel corso delle quali sono stati approvati, con il loro voto favorevole, molti atti politici e amministrativi che hanno dato corpo e senso al “Modello Reggio”. Anche loro hanno sostenuto, in ogni sede e circostanza, le politiche che in quegli anni avevano reso la nostra Città appetibile, vivibile e in continua crescita, con ruoli di rilievo negli assetti istituzionali.

                Se dovesse risultare a verità quanto si mormora nei corridoi della politica, il giovane Falcomatà dovrebbe spiegare alla città se, con la candidatura nelle proprie liste di tali personaggi, riconosce la validità delle scelte e la qualità degli uomini che hanno governato la città negli anni scorsi, se in sostanza pensa che in fondo il Modello Reggio sia stata un’esperienza positiva per la città tanto da “imbarcarsi” uomini e forze politiche che ne sono stati protagonisti indiscussi.

                Altrimenti dovremmo pensare che i motivi siano altri. Forse il cominciare a prendere consapevolezza, da parte del suo “entourage” più smaliziato, che la vittoria non sia poi così certa, che c’è una città che comincia a cogliere il vero senso di quanto è accaduto in questi anni e che quindi gli tornerebbe utile imbarcare tutti coloro i quali potrebbero garantire un pacchetto di voti.

                Per noi la politica è altro, per noi la politica è servizio, per noi la politica sono idee, progetti e valori da mettere a disposizione della nostra città, per la sua crescita e il suo sviluppo.

                Non appartiene alla nostra cultura politica fare campagna acquisti promettendo a qualcuno il posto di vice sindaco, a tutti gli altri quello di assessore.

                Se queste voci di corridoio, sia relativamente alle candidature che alle promesse dei ruoli da ricoprire, dovessero non corrispondere alla realtà, allora invitiamo Falcomatà a smentirle pubblicamente e a mantenere l’impegno a non candidare nelle proprie liste “chi ha partecipato allo sfascio della città”.

                Ne va del suo onore e della sua credibilità.