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Ci si dimentica che Udc e Ncd sono ancora parte organica del Cdx di Scopelliti. NICOLÒ

Ci si dimentica che Udc e Ncd sono ancora parte organica del Cdx di Scopelliti. NICOLÒ

di ALESSANDRO NICOLÒ* – (rep) Crediamo sia superfluo, ma per qualcuno forse necessario, ricordare che l’Udc è una delle forze politiche che stanno continuando a governare la Calabria, peraltro con ruoli di primissimo piano, insieme al Ncd.

La ridda di ipotesi sul futuro dell’alleanza di centrodestra in Calabria dovrebbe tenere in debito conto che l’Udc con i suoi uomini più rappresentativi, sta ricoprendo ruoli di alta responsabilità politico-istituzionale e con una partecipazione organica strutturale ad ogni livello: Presidenza del Consiglio regionale, assessorato all’Agricoltura, assessorato all’Urbanistica, presidenza quarta Commissione consiliare.

Come dire: un vero pilastro del governo regionale, prima guidato da Giuseppe Scopelliti, adesso, dalla sua Vice Antonella Stasi. Noi, invece, per coerenza, riteniamo che bisognerebbe dare seguito a quella progettualità condivisa e mai messa in discussione dai nostri alleati che ci ha consentito di raggiungere quegli obiettivi programmatici importanti ed altri ancora da conseguire perché temporaneamente sospesi a causa delle dimissioni del presidente Scopelliti. Sarebbe infatti incomprensibile ciò che numerosi analisti politici sostengono quotidianamente sui mezzi di informazione secondo cui Udc e Ncd starebbero per passare, armi e bagagli, sotto il vessillo della sinistra in Calabria, di cui sono avversari.

Come si farebbe a stare insieme con chi finora ha sviluppato una forte contrapposizione politica? Poco vale il ragionamento secondo cui a Roma, Udc e Ncd siano i ‘garanti’ del governo Renzi, e che senza il loro sostegno al Senato andrebbe giù in meno di una notte! La stagione politico-istituzionale nazionale è chiaramente atipica poiché non espressione di un voto popolare, politicamente non omogenea, vista la presenza di forze contrapposte e le divergenze che su molti temi si riscontrano continuamente. Apparirebbe, quindi, anomala la cooptazione di Udc ed Ncd alla corte del Pd calabrese, vista l’esperienza regionale in corso, e non continuare a battersi per difendere quei risultati che hanno concorso a raggiungere negli ultimi quattro anni (a partire dal quasi azzeramento del debito sanitario), insieme alle forze moderate che hanno stanno continuando a governare la Calabria.

Parimenti, intendo ricordare il ruolo importante del Nuovo Centro Destra nel governo calabrese. Auspico, pertanto, che la coalizione di centrodestra si ricompatti a partire dalla Calabria, test elettorale importante, insieme all’Emilia Romagna, per i futuri appuntamenti in agenda per il 2015 in un’ottica in cui bisogna puntare ad una coalizione di centrodestra forte e coesa che guardi ai moderati e che si rafforzi sempre di più sui principi e non sugli schieramenti, che possono essere occasionali.

*Vicepresidente CR della Calabria, Forza Italia